IL TEST "DIMMI IL CONTRARIO DEL ROSSO" IN TOSSICODIPENDENTI E IN PERSONE NORMALI

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

Riassunto

Un gruppo di tossicodipendenti da eroina e cocaina (43 Ss, 5F + 38 M, eta' media 28.16 +/- 6.59 anni con ambito 19-48; scolarizzazione media 10.40 +/- 2.78 anni; anni di abuso 6.55 +/- 4.88 con ambito 8/12 - 21) ha mostrato una prevalenza altamente significante (79.07% vs 24.59% p = .0009) della risposta "verde" al test "Dimmi il contrario del rosso" a paragone di un gruppo di persone normali (61 Ss, 11 F + 50 M, eta' media 27.79 +/- 5.56 anni, con ambito 19-48; scolarizzazione media 12.34 +/- 4.19 anni).

Questo risultato conferma che queste sostanze di abuso, al pari dell'alcol, possono agire sulla dominanza emisferica cerebrale almeno per riduzione del meccanismo di soppressione che evita la chiara emergenza dell'engramma opposto dell'emisfero non-dominante nel corso di qualsiasi percezione.

Key words: Tossicodipendenza; dominanza cerebrale emisferica; Test "Dimmi il contrario di Rosso", engramma opposto, soppressione.

 

Testo in inglese

Basi teoriche e di ricerca

Casi clinici

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Nel mio lavoro speculativo su possibili difetti della dominanza emisferica cerebrale e relativi comportamenti cognitivi, ho ricordato un test che uso con frequenza. " Se si chiede a soggetti iperemotivi di rispondere subito, senza pensarci su, ad una domanda (Qual'e' il contrario di rosso?), non pochi di essi rispondono: verde. Chiesto il perche' della risposta, non sanno dire il perche'. I depressi veri rispondono per lo piu': nero (che e' invece il contrario di bianco).

La prova e' risultata positiva anche in tossicodipendenti da oppiacei, in bambini ipercinetici e in soggetti con anoressia mentale. " (Cocchi, 1994).

Dato che per un certo numero di anni molti tossicodipendenti sono venuti nell'ospedale in cui lavoravo per disintossicarsi, ho raccolto molti dati su di essi, ancora non pubblicati. In tutti ho applicato il test "Dimmi il contrario del rosso".

Ora ho deciso di indagare le risposte avute a questo test e poi le ho paragonate alle risposte datemi da persone normali a cui avevo applicato il medesimo test.

Soggetti, materiali e metodi.

Ho messo a confronto due gruppi di soggetti, il gruppo 1 composto da tossicodipendenti, e il gruppo due da soggetti di controllo.

Caratteristiche del gruppo 1: 43 Ss ( 5F + 38 M, eta' media 28.16 +/- 6.59 anni con ambito 19-48; scolarizzazione media 10.40 +/- 2.78 anni; sostanza di abuso: eroina 42 Ss = 97.67%, cocaina 1 S = 2.33%; sostanze di abuso aggiunte: metadone 9 Ss = 20.93%, cocaina 10 Ss = 23.29%, cannabis 2 Ss = 4.66%, alcol 2 Ss = 4.66%; anni di abuso 6.55 +/- 4.88 con ambito 8/12 - 21 .

Caratteristiche del gruppo 2: 61 Ss, (11 F + 50 M, eta' media 27.79 +/- 5.56 anni, con ambito 19-48; scolarizzazione media 12.34 +/- 4.19 anni). Medici, infermieri e parenti di ricoverati hanno costituito questo gruppo di controllo. Sono stati scelti come normali sulla lora parola.

Statistica: Chi Quadrato; "t" test per due campioni indipendenti; Test di Poisson per due proporzioni.

Risultati

Confronto delle distribuzioni dei sessi: Gruppo 1: 5 F + 38 M; Gruppo 2: 11 F + 50 M. Chi Quadrato = 0.379 con 1 gl e p = 0.538 NS

Confronto tra le medie delle eta': 28,16 +/- 6.59 vs 27.79 +/- 5.56 anni; "t" = 0.309 con 102 gl e p = 0.758 NS

Confronto con gli anni di scuola: 10.40 +/- 2.78 vs 12.34 +/- 4.19 anni; "t" = -2.631 con 102 gl, 95% IC da -3.39 a -0.49 e p = 0.009. Il gruppo di controllo ha un numero significativamente piu' alto di anni di scolarizzazione.

Confronto della risposta "Verde": 34 su 43 (79.07%) vs 15 su 61 (24.59%); <> 0.545, ES = 0.099 con 95% di IC per la differenza: da 0.350 a 0.740; "z" di Poisson = 5.282 e p = 0.0009. I tossicodipendenti hanno una prevalenza significativamente piu' alta di risposte "verde" al test "Dimmi il contrario del rosso" rispetto ai soggetti normali.

Discussione.

Il test "Dimmi il contrario del rosso" ha avuto origine da un fenomeno ben conosciuto.

Esiste un famoso esperimento neuropsicologico non mai esplicato in maniera soddisfacente. Se si fissa per qualche minuto una superfice rossa, poi si sposta subito lo sguardo su una superficie bianca, per una frazione di secondo si vede il colore verde (verde e' il complementare vale a dire l' opposto del rosso).

Se si assume come vero il punto di vista della compresenza dell'opposto, si puo' supporre che l' emisfero dominante veda correttamente il rosso.

L'emisfero non dominante percepirebbe lo stimolo rosso come verde, ma questo fenomeno viene abitualmente soppresso e non sembra influenzare la nostra percezione. Se si sposta l'occhio sul bianco (che corrisponde ad assenza di colore, l'emisfero dominante si adatta subito. Quello non dominante, che e' piu' lento nell'elaborazione degli stimoli fa percepire per una frazione di secondo la sua immagine residua (il verde).

Questa viene data come appartenente alla superfice secondaria, bianca, mentre e' ancora il prodotto dello opposto dello stimolo dovuto al colore della superfice rossa.

In quel medesimo articolo mi ponevo alcune domande a proposito del comportamento dei tossicodipendenti

Chiunque abbia avuto a che fare con tossicodipendenti si e' scontrato con un comportamento frequentissimo e disperante. La continua opposizione tra quello che dicono e quello che fanno e' solo una maldestra difesa dell'IO, quando il comportamento tossicomanico puo' ancora essere posto in dubbio? Quando sul comportamento tossicomanico non ci sono dubbi, l'opposizione tra cio' che il tossicomane dice e cio' che fa e' solo un problema di malafede? Ma sostanze tossiche sono in grado di attivare l'emisfero controlaterale, o almeno alcune sue funzioni.

E' possibile quindi che la dissociazione tra promesse e comportamenti, tra dire e fare, possa corrispondere anche a due modalita' diverse di attivazione dei due emisferi cerebrali. Le risposte "razionali" potrebbero essere piu' legate all'attivazione dell'emisfero sinistro, sede (nei destrimani), dell'elaborazione verbale. Quelle emotive, in rapporto con l'uso della droga, piu' legate invece all'emisfero non verbale.

Le sostanze additive esogene potrebbero esaltare la funzione dell'emisfero non dominante, con un effetto positivo sui "meccanismi di ricompensa", che sono sempre di tipo emotivo, senza interferire apparentemente sui meccanismi del pensiero razionale.

.E' curioso notare che nei tossicodipendenti la somministrazione del MMPI da' spesso una massiccia presenza di risposte cosiddette schizofreniche, senza che i soggetti siano schizofrenici (Magnini 1994): comunicazione personale)."

Avendo alla fine verificato questa ultima ipotesi, abbiamo trovato che ex-tossicodipendenti astinenti da un anno mostrano tratti psicotici in risposta al MMPI come fanno gli psicotici non tossicodipendenti. (Cocchi e Magnini, 2001).

Abbiamo discusso quel risultato in questo modo: " Per ritornare alla presenza di tratti psicotici negli ex-tossicodipendenti da oppiacei, vien da pensare che gli stessi abbiano utilizzato la sostanza di abuso come automedicazione maladattata, cosa che uno di noi aveva ipotizzato quasi 25 anni fa (Cocchi e Tornati, 1977).

In qualche maniera la droga potrebbe aver loro permesso di controllare una dominanza emisferica instabile, che avrebbe potuto condurre a conseguenze piu' gravi. Si sa che sostanze di abuso, come l'alcol, sono in grado di agire sulla dominanza emisferica, aumentando le risposte di opposizione, preciso segnale dell'uso dell'emisfero non dominante (Cocchi 1994; Cocchi, 1999)."

Riferendoci ai due gruppi indagati qui, essi non differiscono significativamente per la distribuzione secondo il sesso, e per l'eta' media, ma il gruppo di controllo ha una scolarizzazione significativamente piu' alta. Quest' ultimo dato potrebbe portare ad un errore pregiudiziale nel gruppo di controllo. Piu' anni di scolarizzazione possono aver fatto aumentare la percentuale di persone che conoscono la risposta giusta perche' l'hanno appresa durante le lezioni di di fisica, studiando l'ottica.

Il gruppo di controllo potrebbe avere un secondo errore pregiudiziale perche' i soggetti sono stati scelti come normali sulla loro parola. Alcuni di questi potrebbero avere predisposizioni genetiche alle medesime malattie psichiatriche o all'alcolismo dei loro parenti ricoverati

Questo secondo errore pregiudiziale potrebbe aver fatto collocare tra i normali soggetti non esattamente cosi' e quindi la risposta "verde" potrebbe essere maggiore di quanto ci si doveva aspettare.

Ma la prevalenza di risposte "verde", nei tossicodipendenti e' cosi' significativamente piu' alta da farmi ritenere che questi due possibili errori pregiudiziali siano del tutto irrilevanti.

Questo risultato conferma che gli oppiacei e la cocaina, al pari dell'alcol, possono agire sulla dominanza emisferica, rendendo meno efficace il meccanismo di soppressione che evita la chiara emergenza dell'engramma opposto.

Conclusioni.

A confronto con un gruppo di soggetti normali, un gruppo di tossicodipendenti da oppiacei e da eroina ha mostrato una piu' alta e significativa prevalenza di risposte "verde" al test "Dimmi il contrario del rosso". Un risultato simile conferma quel che avevo scritto, come nota aneddotica, nel mio articolo speculativo sui disturbi della dominanza emisferica e comportamento cognitivo (Cocchi, 1994).

Sostanze in grado di provocare dipendenza, oltre all'alcol, possono modificare la dominanza emisferica almeno per inibizione del meccanismo di soppressione che evita la chiara emergenza dell'engramma opposto a partenza dall'emisfero non-dominante.

Bibliografia

Cocchi R. Defective hemispheric dominance and cognitive behaviour: Speculative considerations. lt. J. lntellect. Impair. 1994, 7: 19-27.

Cocchi R.: The re-analysis of the wrong answers at Raven's Coloured Matrices by alcoholics: A final overview. It. J. Intellect. Impair 1999, 12: 49-57

Cocchi R., Magnini D. Psychotic answers to MMPI in formerly drug addicts and in psychotic persons. In www.reversebrain.net, 15.07.2001

Cocchi R., Tornati A.: Psychic dependence? A different formulation of the problem with a view to the reorientation of therapy for chronic drug addicts. Acta Psychiat. Scand. 1977, 56: 337-346.


Testo italiano pubblicato su Internet 15.01.2002 Copyright by R. Cocchi, 2002.


Corrispondenza: dr Renato Cocchi, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia ( Italy )

renatococchi@libero.it

 

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