RISPOSTE PSICOTICHE ALL' MMPI

IN EX-TOSSICODIPENDENTI

E IN PERSONE PSICOTICHE

 

Renato COCCHI e Daniela MAGNINI

 

 Riassunto

Sono state analizzate le risposte all' MMPI (forma ridotta) date da due gruppi di soggetti, ex-tossicodipendenti da oppiacei astinenti e da almeno un anno in comunita' terapeutica (gruppo 1) e psicotici in trattamento ospedaliero (gruppo 2)

Il Gruppo 1 era costituito da 21 persone, 16 M + 5 F, eta' media 28.24 +/- 2.93 anni, ambito 20-40; il Gruppo 2 era formato da 20 persone, 14 M e 6 F, eta' media 29.75 +/- 6.15 anni, con ambito 20-40.

L'analisi delle risposte non ha fatto rilevare differenze statisticamente significative per quanto riguarda le scale piu' correlate con atteggiamenti dissociativi (scale Hy, Pd. Pa, Sc). Differenze significative (0.0009 e 0.021) sono state notate per la depressione e per l'inibizione sociale (scale D e Si) piu' elevate nei soggetti psicotici, e per gli atteggiamenti aggressivi (scala A), maggiori negli ex-tossicodipendenti (0.016).

E' possibile che difficolta' di mantenere una normale dominanza emisferica siano stati elementi causali in entrambi i gruppi, ma che gli ex-tossicodipendenti abbiano a suo tempo utilizzato la sostanza di abuso come automedicazione maladattata per contrastare, in qualche modo, una possibile deriva psicotica.

 Key words: MMPI, tossicodipendenti, psicotici, scale di psicosi, dominanza cerebrale emisferica, automedicazione, depressione, aggressività.

 

Testo in inglese

Basi teoriche e di ricerca

Casi clinici

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In uno scritto speculativo su disturbi della dominanza emisferica cerebrale e comportamenti cognitivi, uno di coi (Cocchi, 1994) aveva accennato ad una personale comunicazione della coautrice dello studio attuale. Cosi' fu scritto: " E' interessante notare che la somministrazione dell'MMPI ai soggetti tossicodipendenti produce una massiccia presenza di risposte cosiddette schizofreniche, anche in soggetti sicuramente non schizofrenici". I dati allora raccolti hanno potuto finalmente essere analizzati statisticamente.

Soggetti materiali e metodi.

Sono state poste a confronto le risposte date al test MMPI da due gruppi di soggetti, uno di tossicodipendenti da oppiacei in comunita' residenziale specifica (Gruppo 1), e uno di schizofrenici ricoverati in casa di cura neuropsichiatrica (Gruppo 2),

 

Caratteristiche del gruppo 1:

21 soggetti (5 F + 16 M) di eta' compresa tra 20 e 40 anni (media 28.24 +/- 2.93) con scolarita' minima di 8 anni, ex-tossicodipendenti da oppiacei in comunita' terapeutica da almeno un anno, cio' per evitare gli effetti interferenti della droga assunta sulle attivita' cognitive.

Caratteristiche del gruppo 2:

20 soggetti ( 6F + 14 M) di eta' compresa tra 20 e 40 anni (media 29.75 +/- 6.15) con scolarita' minima di 8 anni, psicotici diagnosticati come tali al DSM-III, R, in trattamento ospedaliero con psicofarmaci.

Test somministrato: MMPI, forma ridotta, valutato secondo le usuali norme.

Statistica: Chi quadrato; "t" test per due campioni indipendenti.

 

Risultati

Per quel che riguarda la distribuzione dei sessi i due campioni sono praticamente sovrapponibili (Chi quadrato = 0.009 con 1 grado di liberta' (gl) e p = 0.925.

La possibile differenza media di eta' dei due campioni e' stata trovata non statisticamente significativa ( 28.23 +/- 2.92 vs 29.75 +/- 6.15 anni, con t = -1.012, per 39 gl e p = 0.318).

Le scale L (scala delle bugie), F (forma dell'Io o del pensiero) e K (meccanismi di difesa) hanno fatto rilevare che in tutti i casi il test risultava valido.

 

Abbiamo riassunto i punteggi alle scale MMPI nella tavola 1

Tavola 1: Sommario dei dati e analisi statistica.

Scala

Gruppo 1

Gruppo 2

 

 

Media

DS

Media

DS

Diff.

" t " (*)

p

Scale di validazione

L

1.90

1.19

4.05

5.00

-2.15

-4.192

.0009

F

11.05

3.15

15.4

5.39

-4.35

-3.174

.003

K

4.09

1.92

4.95

2.22

-0.86

-1.329

.192 NS

 

Scale di depressione / atenia mentale

D

14.97

1.93

18.06

2.76

-3.38

-4.563

.0009

Pt

22.33

3.83

23.75

3.73

-1.42

-1.2°2

.237 NS

 

Scale psicotiche

Hy

13.19

2.24

14.25

2.79

-1.06

-1.347

.186 NS

Pd

17.90

2.09

17.45

3.97

.45

.457

.650 NS

Pa

14.86

3.12

16.30

3.03

 

-1.589

.139 NS

Sc

20.76

3.58

23.35

4.96

-2.59

-1.924

.062 NS

 

Scale di comportamento sociale

Mf

14.33

2.98

14.50

3.17

-0.17

-0.177

.860 NS

Si

16.04

2.99

18.00

2.12

-1.96

-2.410

.021

A

28.14

3.17

24.85

5.00

3.29

2.529

.016

(*) 39 gradi di liberta'.

Le tre scale presentano comunque differenze di medie tra i due gruppi:

Scala L: 1.90 +/- 1.19 vs 4.05 +/- 5.00 con diff. = - 2.15 con t = - 4.192, per 39 gl e p = 0.0009 (i soggetti psicotici mistificano di piu', in maniera statisticamente molto significativa).

Scala F: 11.05 +/- 3.15 vs15.4 +/- 5.39 con diff. = - 4.35 e t = - 3.174, per 39 gl e p = 0.003 (i soggetti psicotici hanno una forma dell'Io o del pensiero significativamente piu' involuta).

Scala K: 4.09 +/- 1.92 vs 4.95 +/- 2.22 con diff. = - 0.86, t = - 1.329, per 39 gl e p = 0.192 (non differenze statisticamente significative tra i due gruppi).

Per quanto riguarda le medie delle scale cliniche propriamente dette anche qui esistono differenze, ma spesso non significative:

Scala D (depressione): 14.67 +/- 1.93 vs 18.05 +/- 2.76 con t = - 4.563, per 39 gl e p = 0.0009 (i pazienti psicotici ricoverati sono assai significativamente piu' depressi).

Scala Hy (isteria) : 13.19 +/- 2.24 vs 14.25 +/- 2.79 con t = - 1.347, per 39 gl e p = 0.186 (non differenze significative).

Scala Pd (deviazione verso comportamenti sociopatici o psicopatici): 17.90 +/- 2.09 vs 17.45 +/- 3.97 con t = 0.457, per 39 gl e p = 0.650 (non differenze significative in quest'ambito)

Scala Mf (Interesse legato al sesso): 14.33 +/- 2.98 vs 14.5 +/- 3.17 con t = - 0.177 per 39 gl e p = 0.860 (non differenze significative in quest'ambito).

Scala Pa (paranoia): 14.86 +/- 3.12 vs 16.3 +/- 3.03 con t = - 1.589 per 39 gl e p = 0.139 (non differenze significative in quest'ambito).

Scala Pt (sintomi psicastenici): 22.33 +/- 3.83 vs 23.75 +/- 3.73 con t = - 1.202 per 39 df e p = 0.237 (non differenze significative in quest'ambito).

Scala Sc (senso di alienazione interpersonale, distorsioni della realta' / schizofrenia) 20.76 +/- 3.58 vs 23.35 +/- 4.96 con t = - 1.924 per 39 gl e p = 0.062 (c'e' solo una tendenza alla significativita' della differenza, avendo i soggetti psicotici dato un maggior numero di risposte positive che afferiscono a questa scala).

Scala Si (introversione sociale) 16.04 +/- 2.99 vs 18 +/- 2.12 con t = - 2.410 per 39 gl e p = 0.021 (il gruppo dei soggetti psicotici ha significativamente una maggiore introversione sociale).

Scala A (atteggiamenti aggressivi) 28.14 +/- 3.17 vs 24.85 +/- 5.00 con t = 2.529 per 39 gl e p = 0.016 (il gruppo degli ex-tossicodipendenti ha significativamente piu' atteggiamenti aggressivi).

 

E' stata fatta una rappresentazione grafica dei confronti tra scale di validita', scale depressive-inibitive, scale di psicosi e scale di atteggiamenti sociali (Grafici 1-4).

 

 

Discussione

Il precedente assunto (presenza di risposte di tipo psicotico in pazienti tossicodipendenti da oppiacei in comunita' terapeutica da almeno un anno, confrontate con le risposte alle medesime scale date da pazienti psicotici) ha trovato conferma. Non sono state trovate differenze significative tra i due gruppi per le scale Hy (isteria), Pa (paranoia), Sc (schizofrenia) e Pd (deviazione verso comportamenti sociopatici o psicopatici).

Il che puo' far pensare che gli ex-tossicodipendenti avevano gia' una personalita' orientata verso la psicosi, piu' che l'esperienza della tossicodipendenza abbia fatto emergere tratti psicotici, ancora presenti dopo almeno un anno di astinenza.

Una attenzione alle altre scale del test ha tuttavia fatto intravedere qualcosa di egualmente interessante.

Le tre scale di validita' hanno mostrato scarsa differenza sull'uso dei meccanismi di difesa (scala K), ma, nei soggetti psicotici, maggiore tendenza a mistificare la realta' (scala L) e forma dell'Io o tipo di pensiero piu' involuti (scala F). E' difficile dare una spiegazione esauriente al primo questi due ultimi dati. Chiunque abbia avuto a che fare con soggetti tossicodipendenti ha ben presente quanto sia perversa la loro capacita' di raccontar bugie con l'unico scopo di mascherare la tossicodipendenza o di giustificare il denaro speso per procurarsi la droga. Un anno di soggiorno in comunita' e soprattutto l'astinenza dalla sostanza illecita possono aver condotto a questo? O e' piu' probabile che si tratti, in qualche modo, di un migliore uso della dominanza emisferica normale, a suo tempo alterata dalla droga? (Cocchi, 1994)

Il secondo dato (forma dell'Io o del pensiero piu' involuti negli psicotici) e' invece del tutto comprensibile e, si direbbe, conseguente, anche perche' mentre lo psicotico aveva una malattia in atto, nell'ex-tossicodipendente e' stato fatto, fin dal suo ingresso in comunita', un intervento di lavoro psicoterapico volto al rafforzamento dell'Io.

Per quel che riguarda i comportamenti di depressione-inibizione (scale D e Pt), i soggetti psicotici ne sono significativamente piu' affetti. E' possibile che la differenza ambientale, volutamente piu' attivato quello della comunita' terapeutica, molto meno quello dell'ambiente ospedaliero, e la situazione di acuzie possano avere avuto un loro peso in questo tipo di espressivita'.

Anche per i comportamenti piu' rivolti verso il sociale (scale A, Si e Mf) si sono trovati risultati differenti. Se non esistono significative diversita' per quel che riguarda l'interesse legato al sesso, c'e' una significativa opposizione per gli altri due atteggiamenti, con maggiore aggressivita' negli ex-tossicodipendenti e maggiore introversione o inibizione sociale nei soggetti psicotici. Si tratta di dati la cui ovvieta' ha scarso bisogno di ulteriori spiegazioni.

Per ritornare alla presenza di tratti psicotici negli ex-tossicodipendenti da oppiacei, vien da pensare che gli stessi abbiano utilizzato la sostanza di abuso come automedicazione maladattata, cosa che uno di noi aveva ipotizzato quasi 25 anni fa (Cocchi e Tornati, 1977). In qualche maniera la droga potrebbe aver loro permesso di controllare una dominanza emisferica instabile, che avrebbe potuto condurre a conseguenze piu' gravi. Si sa che sostanze di abuso, come l'alcol, sono in grado di agire sulla dominanza emisferica, aumentando le risposte di opposizione, preciso segnale dell'uso dell'emisfero non dominante (Cocchi 1994; Cocchi, 1999).

Uno studio sulla schizofrenia infatti ha sospettato un netto squilibrio tra i due emisferi ( si veda: Crow, 1993), con una dissociazione almeno tra l'emotivita' e la razionalita' (la prima controllata prevalentemente dall'emisfero destro e la seconda dal sinistro).

 

Conclusioni

L'analisi delle risposte date al Test dell'MMPI da un gruppo di soggetti gia' tossicodipendenti da almeno un anno astinenti in comunita' terapeutica, confrontate con quelle di un gruppo di soggetti psicotici non ha fatto rilevare differenze statisticamente significative per quanto riguarda le scale piu' correlate con atteggiamenti dissociativi (scale Hy, Pd, Pa, Sc). Differenze significative sono state notate per la depressione e per l'inibizione sociale (scale D e Si) piu' elevate nei soggetti psicotici, e per gli atteggiamenti aggressivi (scala A), maggiori negli ex-tossicodipendenti

E' possibile che primitive difficolta' di mantenere una normale dominanza emisferica siano stati elementi causali in entrambi i gruppi, ma che gli ex-tossicodipendenti abbiano a suo tempo utilizzato la sostanza di abuso come automedicazione maladattata per contrastare, in qualche modo, una possibile deriva psicotica.

Bibliografia

Cocchi R. Defective hemispheric dominance and cognitive behaviour: Speculative considerations lt. J. lntellect. lmpair. 1994, 7: 19-27.

Cocchi R.: The re-analysis of the wrong answers at Raven's Coloured Matrices by alcoholics: A final overview. It. J. Intellect. Impair 1999, 12: 49-57

Cocchi R., Tornati A.:: Psychic dependence? A different formulation of the problem with a view to the reorientation of therapy for chronic drug addicts. Acta Psychiat. Scand. 1977, 56: 337-346.

Crow T.J: Sexual selection, Machiavellian intelligence, and the origins of psychosis" Lancet 1993, 342: 594-598.

.Hataway S.R., McKinley S.C. MMPI, University of Minneapolis 1951. (Forma Abbreviata, a cura di R. Nencini, OS, Firenze 1976).

 

Testo in italiano pubblicato su Internet il 15 Gennaio 2002, copyright by R. Cocchi, 2001


Corrispondenza: Renato Cocchi, via Rabbino, 3
42100 Reggio Emilia (Italy)

renatococchi@libero.it

 

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