IL TEST “QUAL É IL CONTRARIO DEL COLORE ROSSO”

IN 325 PAZIENTI AMBULATORIALI.

 

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

Riassunto.

L’analisi delle risposte al test “Qual e’ il contrario di Rosso” date da 325 soggetti (F = 79, età 13-75 anni; M = 69, età 7-70 anni) visitati in ambulatorio tra il 1992 al 2002, ha portato al ritrovamento di 148 risposte in contrario, (45.54%), di cui  68/148 (45.94%) con la risposta Verde (il colore complementare/opposto del Rosso) e 80/148 (54.06%) con la risposta Bianco (l’opposto di Nero, abitualmente scelto dai depressi). Non sono state ritrovate differenze significative per il sesso, mentre la risposta Bianco e’ stata data in età significativamente più alta. Non sono state notate differenze significative di sesso e di motivazione alla prima visita, lo stesso per i sintomi o particolari secondariamente rilevanti,  e per la diagnosi finale o altre informazioni. Per quanto riguarda l’indagine sulle risposte in contrario, comportamenti o sentimenti in contrario sono presenti nel 50% di coloro che hanno risposto Bianco, ma anche in chi ha risposto Verde. In 6 soggetti sugli  80 che hanno risposto Bianco non sono stati rilevati comportamenti o sentimenti in contrario, ciò che nega una correlazione totale tra risposta Bianco e comportamenti o sentimenti in contrario.

Da tempo mi occupo di una possibile dominanza temporanea, stabilizzata o stabile dell’emisfero non-dominante. Ho tentato di indagare questo fenomeno con un semplice test (Qual’é il contrario del rosso) da me inventato sulla scia di un noto esperimento di neuropsicologia. Oltre ad una precisa ricerca su tossicodipendenti, ho parlato dei risultati di questo test in maniera aneddotica, che di seguito vengono brevemente richiamati.

Sulla compresenza dell’opposto, in relazione ad ogni stimolo percettivo, esiste un famoso esperimento neuropsicologico non mai esplicato in maniera soddisfacente. Se si fissa per qualche minuto una superficie rossa, poi si sposta subito lo sguardo su una superficie bianca, per una frazione di secondo si vede il colore verde (verde e’ il complementare vale a dire l’ opposto del rosso).  Se si assume come vero il punto di vista della compresenza dell’opposto, si può supporre che l’ emisfero dominante veda correttamente il rosso.

L’emisfero non dominante percepirebbe lo stimolo rosso come verde, ma questo fenomeno viene abitualmente soppresso. Se si sposta l’occhio sul bianco (che corrisponde ad assenza di colore), l’emisfero dominante si adatta subito. Quello non dominante, che é più lento nell’elaborazione degli stimoli, fa percepire per una frazione di secondo la sua immagine residua (il verde).

Questa viene data come appartenente alla superficie secondaria, bianca, mentre e’ ancora il prodotto dell’ opposto dello stimolo dovuto al colore della superficie rossa.

L’emisfero non dominante e’ anche l’emisfero in cui in prevalenza vengono elaborati gli stimoli emotivi (Gainotti, 1983; Wittling e Roschmann, 1993). E’ possibile che i soggetti iperemotivi (cio’ che spesso coincide con gli individui “nevrotici”) abbiano una iperfunzione di aree o strutture o funzioni dell’emisfero non dominante?

 A questo proposito riferisco un test da me abitualmente usato. Se si chiede a soggetti iperemotivi di rispondere subito, senza pensarci su, ad una domanda (Qual e’ il contrario di rosso?), non pochi di essi rispondono: verde. Chiesto il perché della risposta, non sanno dire il perché. I depressi veri rispondono per lo piu’: nero (che e’ invece il contrario di bianco).

La prova e’ risultata positiva anche in tossicodipendenti da oppiacei, in bambini ipercinetici e in soggetti [ospedalizzati] con anoressia mentale.

In qualche maniera il cervello di questi individui “nevrotici” sembra conoscere la risposta giusta ed essi sono in grado di verbalizzarla, se la risposta é immediata e non sottoposta a elaborazione critica “razionale”. (Cocchi, 1994).

Per quel che riguarda i tossicodipendenti, un gruppo di dipendenti da eroina e cocaina (43 Ss, 5F + 38 M, eta’ media 28.16 +/- 6.59 anni con ambito 19-48; scolarizzazione media 10.40 +/- 2.78 anni; anni di abuso 6.55 +/- 4.88 con ambito 8/12 - 21) ha mostrato una prevalenza altamente significante (79.07% vs 24.59% p = .0009) della risposta “verde” al test “Qual é il contrario del rosso” a paragone di un gruppo di persone normali (61 Ss, 11 F + 50 M, età media 27.79 +/- 5.56 anni, con ambito 19-48; scolarizzazione media 12.34 +/- 4.19 anni).

Questo risultato ha confermato che queste sostanze di abuso possono agire sulla dominanza emisferica cerebrale almeno per riduzione del meccanismo di soppressione, con conseguente chiara emergenza dell’engramma opposto, proprio dell’emisfero non-dominante. (Cocchi, 2002)

In una signora di 42 anni, già in cura per una forma schizo-affettiva, non ci furono difficoltà a mettere in evidenza la depressività di sintomi e lamentele. Comunque provai a fare il test “Dimmi il contrario di rosso”, in accordo con quanto avevo scritto in precedenza su di esso (Cocchi, 1994). Mi aspettavo di sentirmi rispondere “nero”, che é il colore che indicato di solito dai depressi. Invece essa rispose subito “bianco”, un colore che mi lasciò sorpreso per parecchi secondi finché non mi resi conto che il bianco era l’opposto del nero.

Era la seconda o la terza volta che io sentivo ciò in pochi anni di applicazione del test, ma solo ora “bianco” assumeva un senso preciso. In passato pensavo il bianco solo come un colore molto luminoso, e non sapevo collegare questa risposta allo stato psichico della persona che lo aveva indicato (Cocchi, 1996).

Un uomo di 46 anni, disse che l’opposto di ogni cosa sembrava attrarlo moltissimo, ma negò che fosse una scelta volontaria. Chiesto di rispondere senza alcuna esitazione e di dire il contrario del colore Rosso, rispose Bianco (Cocchi, 1994). Senza ragioni apparenti si sentiva arrabbiato o cattivo contro  le persone a cui voleva bene. (Cocchi, 2001)

Una bambina di 10 anni con sindrome di Smith-Magenis, e comportamenti in contrario, chiestole di dire il contrario del colore “rosso”, rispose quasi subito “verde” che esattamente il colore contrario.

Pensieri o comportamenti in contrario non sono sintomi isolati, ma presenti in condizioni che portano ad una diagnosi psichiatrica precisa. Riguardo a 3 soggetti adulti, nel primo caso si trattava di una forma ossessiva-compulsiva, nel secondo c’era una sindrome ipercinetica, nel terzo una psicosi ciclica, con fasi maniacali corte.

In tutti e tre i casi c’erano pensieri o veri e propri comportamenti in contrario e in due casi su tre al test “Dimmi il contrario del rosso” c’e’ stata la risposta: Bianco, che e’ il contrario del nero. Nero é di solito la risposta data dalle persone depresse.

Alterazioni del tono dell’umore in senso depressivo sono chiaramente presenti nel primo caso, e lo sono per definizione nel terzo caso. Nel secondo caso la depressione non e’ evidente, ma la risposta Blu, come contrario del rosso, e l’abuso alcolico potrebbero essere degli indizi di una depressione prevalentemente somatica di cui il ragazzo non ha ancora preso coscienza. (Cocchi,  2002)

Un bambino di 8 anni, con Sindrome da Deficit dell’Attenzione e Iperattività, destrimane, con probabile disturbo della dominanza emisferica cerebrale, portato a visita soprattutto per condotte oppositive immotivate, chiesto di rispondere senza pensarci su: Qual’e’ il contrario di Rosso, rispose: Blu. (Cocchi, 2002)

Poiché ho cominciato nel 1992 ad applicare questo test, anche se in maniera non sistematica, il riesame delle mie schede ambulatoriali fino a tutto il 2002, mi ha permesso di rinvenire un’ interessante serie di dati.

Materiali e metodi.

Sono state riesaminate tutte le cartelle di pazienti ambulatoriali visti da me  tra il 1992 e fine 2002. Da esse sono state escluse le cartelle dei soggetti Down, le cartelle dei bambini autistici e di altre  forme di psicosi infantili, le cartelle delle altre forme di malattie genetiche o cromosomiche.

Sono state raccolte quelle in cui era stata eseguito il test “Qual é il contrario di rosso?”

Devo subito dire che la domanda e’ stata fatta in maniera non-sistematica, per cui non e’ stata fatta a tutte quelle persone cui si sarebbe potuta fare. Non sarà pertanto possibile indicare indici di prevalenza affidabili.

All’interno di questa selezione, é stata fatta un’ ulteriore selezione che ha riguardato esclusivamente le risposte di Verde, come contrario di Rosso (complementare) e di Bianco, come contrario di Nero, essendo Nero la risposta data con maggior frequenza dagli adulti depressi.

Di ogni soggetto che ha risposto Verde o Bianco sono stati inoltre raccolti: sesso, età alla prima visita, diagnosi allegata, sintomi o altri particolari secondariamente  rilevanti, diagnosi di depressione effettuata durante la prima visita, se alla base c’era una depressione non riconosciuta, risposta al test, indagine sulla risposta, altro di significativo. All’interno dei dati raccolti ho fatto confronti per sesso, per età, per diagnosi allegata, ecc.

I test del Chi Quadrato e del T di Student  hanno permesso una analisi statistica, quando possibile.

Risultati.

Su 325 cartelle in cui era stata registrata l’applicazione del test, ne sono state trovate 148 con risposte in opposizione (45.54%), di cui  68/148 (45.94%) con la risposta Verde e 80/148 (54.06%) con la risposta Bianco.

I risultati sono stati riassunti nelle tavole 1-6.

Tavola 1: Distribuzione per sesso dei due sottogruppi.

Risposta

Verde

%68

Bianco

%80

Totali

% 148

F

32

47.06

47

58.75

79

53.38

M

36

52.94

33

41.25

69

46.62

Totali

68

100.00

80

100.00

148

100.00

Chi quadrato  F vs M = NS ; Chi Quadrato V vs B = NS

Non ci sono complessivamente differenze di sesso e di risposta.

Tabella 2: distribuzione per età (anni).

 

Verde /F (32 Ss)

Verde /M (36 Ss)

Bianco /F (47 Ss)

Bianco /M (33 Ss)

Media +/- DS

33.97 +/- 11.76

30.83 +/- 12.85

41.34 +/- 12.43

39.88 +/- 14.16

Ambito

16 - 75

7-63

13-70

17-70

Verde/F vs Verde/M:  t = 1.046 con 66 gl; p = .299 NS.

Bianco /F vs Bianco /M = .488 con 78 gl; p = .627 NS.

Verde /F vs Bianco /F =  -2.643 con 77 gl; p = .01

Verde /M vs Bianco /M = -2.783 con 67 gl; p = .001 

Dalla tabella 2 si nota che i due fenomeni (la risposta Verde e la risposta Bianco) sono significativamente differenti per età, sia per i maschi che per le femmine, essendo la risposta Bianco, in media, più tardiva. Non rilevate differenze per sesso.

Tabella 3: motivo della visita.

Motivo

Verde /F

Verde /M

Bianco /F

Bianco /M

 

No. Ss

%

No.Ss

%

No.Ss

%

No.Ss

%

Depressione

18

56.25

14

38.89

21

44.68

16

48.48

Nevrosi

4

12.50

1

2.78

5

10.64

3

9.09

Crisi di panico

2

6.25

2

5.56

4

8.51

3

9.09

Ansia

2

6.25

0

0.00

5

10.64

2

6.06

Bulimia

1

3.12

0

0.00

0

0.00

0

0.00

Apatia

1

3.12

0

0.00

0

0.00

0

0.00

Epilessia

1

3.12

0

0.00

0

0.00

0

0.00

Insonnia

1

3.12

0

0.00

2

4.25

1

3.03

Crampi

1

3.12

0

0.00

0

0.00

0

0.00

Sindrome premestruale

1

3.12

0

0.00

0

0.00

0

0.00

Tossicodipendenza

0

0.00

6

16.67

2

4.25

2

6.06

Difficoltà scolastiche

0

0.00

3

8.34

1

2.13

0

0.00

Alcolismo

0

0.00

2

5.56

0

0.00

0

0.00

Stress

0

0.00

2

5.56

0

0.00

0

0.00

Enuresi notturna

0

0.00

2

5.56

0

0.00

1

3.03

Psicosi

0

0.00

2

5.56

1

2.13

3

9.09

S. Deficit Attenzione con Iperattività

0

0.00

1

2.78

0

0.00

0

0.00

TAS alto (in bambino)

0

0.00

1

2.78

0

0.00

0

0.00

Cefalea

0

0.00

0

0.00

1

2.13

0

0.00

Agitazione psicomotoria

0

0.00

0

0.00

0

0.00

2

6.06

Confusione mentale

0

0.00

0

0.00

1

2.13

0

0.00

Disturbi gastro-intestinali

0

0.00

0

0.00

3

6.38

0

0.00

Verde /F vs Verde /M:  t = - .173 con 42 gl; p = .864 NS

Bianco /F vs Bianco /M:  t = .487, con 42 gl; p = .629 NS

Verde /F vs Bianco /F:  t = -.503 con 42 gl; p = .618 NS

Verde /M vs Bianco /M:  t = .138 con 42 gl; p = .891 NS

Come si può vedere, non esistono differenze significative per sesso e per tipo di risposta. La depressione è il sintomo più frequente come causa della consultazione.

Tabella 4: sintomi o particolari secondariamente rilevanti

Sintomo o particolare rilevante

Verde /F

Verde /M

Bianco /F

Bianco /M

 

No. Ss

%

No.Ss

%

No.Ss

%

No.Ss

%

Disturbi gastro-intestinali

8

25.00

3

8.33

6

12.77

6

18.18

Cefalea

8

25.00

3

8.33

6

12.77

2

6.06

Psicosi

3

9.37

1

2.78

5

10.64

2

6.06

Astenia

2

6.25

3

8,33

2

4.26

1

3.03

Ansia

0

0.00

2

5.56

2

4.26

3

9.09

Abuso di farmaci

1

3.13

1

2.78

2

4.26

0

0.00

EEG +

1

3.13

0

0.00

0

0.00

0

0.00

Nevrosi

0

0.00

2

5.56

2

4.26

1

3.03

Insonnia

0

0.00

1

2.78

0

0.00

0

0.00

Disturbi comportamentali

0

0.00

1

2.78

1

2.13

0

0.00

Abuso di eroina

0

0.00

5

13.89

0

0.00

2

6.06

Crisi di panico

0

0.00

0

0.00

1

2.13

1

3.03

Allucinazioni pregresse

0

0.00

0

0.00

1

2.13

0

0.00

Difficoltà scolastiche

0

0.00

0

0.00

1

2.13

0

0.00

Disturbi della memoria

0

0.00

0

0.00

1

2.13

1

3.03

Abuso alcolico

0

0.00

0

0.00

1

2.13

0

0.00

Verde /F vs Verde /M:  t = - .081 con 30 gl; p = .936 NS

Bianco /F vs Bianco /M:  t =  1.177, con 30 gl; p = . 248 NS

Verde /F vs Bianco /F:  t = -.596 con 30 gl; p = .556 NS

Verde /M vs Bianco /M:  t = .342 con 30 gl; p = .735 NS

Anche in questo caso, nessuna differenza significativa per sesso e per tipo di risposta. Cefalea e disturbi gastrointestinali sono i due sintomi secondari più frequenti

Tabella 5: Diagnosi finale o altre informazioni

Diagnosi finale o altro

Verde /F

Verde /M

Bianco /F

Bianco /M

 

No. Ss

%

No.Ss

%

No.Ss

%

No.Ss

%

Depressione

10

 

10

 

16

 

12

 

Depressione (?)

1

 

0

 

1

 

0

 

Depressione in passato

2

 

1

 

7

 

7

 

Allucinazioni (uditive e/o visive)

2

 

0

 

2

 

0

 

Pregressa S. Def. Attenz. con Ipercin.

0

 

4

 

0

 

3

 

Attuale S. Def. Attenz. con Ipercin.

0

 

0

 

0

 

1

 

EEG +

0

 

1

 

1

 

0

 

Ansia

0

 

1

 

0

 

1

 

Morbo di Parkinson

0

 

0

 

1

 

0

 

Sciatalgia

0

 

0

 

0

 

1

 

Verde /F vs Verde /M:  t = - .143 con 18 gl; p = .888 NS

Bianco /F vs Bianco /M:  t = . 147, con 18 gl; p = . 885 NS

Verde /F vs Bianco /F:  t = -.748 con 18 gl; p = .464 NS

Verde /M vs Bianco /M:  t = .498 con 18 gl; p = .625 NS

Anche qui, nessuna differenza significativa per sesso e per tipo di risposta. La diagnosi finale più frequente, quando non già allegata come causa della consultazione, é stata ancora la depressione.

Tabella 6: indagine sulle risposte in contrario.

Tipo di risposta

Verde /F

Verde /M

Bianco /F(*)

Bianco /M (*)

 

No. Ss

%

No.Ss

%

No.Ss

%

No.Ss

%

Non indagata

27

84.37

33

91.67

17

36.17

14

42.42

Dubbia

0

0.00

0

0.00

1

2.13

0

0.00

Negativa

0

0.00

0

0.00

3

6.38

3

9.09

Comportam. o sentimenti in contrario

5

15.63

3

8.33

25

53.19

15

45.45

Oppositività

0

0.00

0

0.00

1

2.13

0

0.00

Non in grado si rispondere per l’età

0

0.00

0

0.00

0

0.00

1

3.03

Totali

32

100.00

36

100.00

47

100.00

33

100.00

(*) 1 + 6 soggetti, dopo aver risposto con qualche esitazione “nero” hanno ammesso di aver prima “visto il bianco”, per cui le loro risposte sono state classificate come “bianco”. Tali risposte sono state di conferma del rapporto cerebrale oppositivo tra bianco e nero, quest’ultimo come risposta depressiva usuale.

Ho preferito non applicare alcun test di significatività, per l’eccesso di risposte non indagate. Tuttavia la massiccia presenza di comportamenti in contrario, nelle persone che hanno risposto Bianco, ha scarsa probabilità di essere un fenomeno casuale.

Discussione.

La presenza di 148 con risposte in opposizione (45.54%), di cui  68/148 (45.94%) con la risposta Verde e 80/148 (54.06%) con la risposta Bianco, per quanto il tutto raccolto in maniera non sistematica, non può essere un fatto del tutto casuale.

In qualche maniera esiste una risposta di opposizione semplice (Verde), di opposizione alla risposta depressiva, abitualmente Nero (Bianco), che può essere evocata, se, in qualche modo si riesce  a impedire ai meccanismi razionali di intervenire. Per questo si chiede una risposta immediata, o “istintiva”, proprio per evitare appunto che meccanismi razionali (ripetizione della domanda, affermazione che non esistono contrari del Rosso, ecc.) entrino in funzione. Altrimenti verrebbe soppressa l’informazione derivabile, secondo me, da uno stato particolare di qualche area dell’emisfero cerebrale non-dominante.

Per quanto riguarda la risposta Verde, in un campione di 61 soggetti normali (61 Ss, 11 F + 50 M, età media 27.79 +/- 5.56 anni, con ambito 19-48; scolarizzazione media 12.34 +/- 4.19 anni), essa e’ stata pari a 24.59%. Confrontata con la percentuale qui ritrovata (20.92%), la risposta Verde dei soggetti normali risulterebbe addirittura superiore.

Si deve dire che allora, in nessuno dei due gruppi furono date risposte di “Bianco”, che qui sono in numero superiore. Se consideriamo invece le risposte di opposizione (Verde + Bianco) di questo campione, contro il Verde dei 61 soggetti normali, si passa al 45.54% contro 24.59%, vale a dire, oltre l’ 85% in più.

E’ questo comunque, un aspetto che ha bisogno di una indagine più accurata.

L’analisi di questo campione ha fatto vedere che non ci sono complessivamente differenze di sesso e di risposta, mentre, per quanto riguarda l’età dei soggetti i due tipi di risposta (Verde o Bianco) sono significativamente differenti, essendo la risposta Bianco, in media, più tardiva. Non sono state rilevate differenze di sesso, a questo proposito.

Per il motivo della prima visita, non esistono differenze significative per sesso e per tipo di risposta. La depressione è il sintomo più frequente come causa della consultazione.

Per sintomi o particolari secondariamente rilevanti, di nuovo nessuna differenza significativa per sesso e per tipo di risposta. Cefalea e disturbi gastrointestinali sono i due sintomi secondari più frequenti.

Per quanto riguarda la diagnosi finale, o informazioni aggiuntive, anche qui, nessuna differenza significativa per sesso e per tipo di risposta. La diagnosi finale più frequente, quando non già allegata come causa della consultazione, é stata ancora la depressione.

Sommando la depressione come causa iniziale della visita (46.62%) alla depressione come mia diagnosi a fine visita (32.43%), la depressione è stata ritrovata nel 79.05% dei soggetti sottoposti a questo test.

Infine, l’ indagine sulle risposte in contrario, ha registrato comportamenti o sentimenti in contrario nel 50% di coloro che hanno dato la risposta Bianco, ma anche nell’ 11.76% di quelli che hanno risposto Verde. Con il che, se non altro, si può dire che comportamenti o sentimenti in contrario non sono esclusivi di coloro che hanno risposto Bianco.

C’è di più. In 6 soggetti che hanno risposto Bianco non sono stati rilevati comportamenti o sentimenti in contrario. Ciò porta ad inferire che tra risposta oppositiva al test e comportamenti o sentimenti in contrario non esiste un rapporto di correlazione totale.

Anche questo aspetto merita una indagine più accurata. 

Conclusioni.

L’analisi delle risposte al test “Qual e’ il contrario di Rosso” date da 325 soggetti visitati in ambulatorio tra il 1992 al 2002, ha portato al conteggio di 148 risposte in contrario, (45.54%), di cui  68/148 (45.94%) con la risposta Verde e 80/148 (54.06%) con la risposta Bianco. Non esistono differenze significative per sesso, mentre la risposta Bianco e’ stata data in età significativamente più alta. Non sono state notate differenze significative di sesso e di motivazione alla prima visita, lo stesso per i sintomi o particolari secondariamente rilevanti,  e per la diagnosi finale o altre informazioni. Per quanto riguarda l’indagine sulle risposte in contrario, comportamenti o sentimenti in contrario sono presenti nel 50% di quanti hanno risposto Bianco, ma anche in chi ha risposto Verde. In 6 soggetti su 80 che hanno risposto Bianco non sono stati rilevati comportamenti o sentimenti in contrario, ciò che nega una correlazione totale tra risposta Bianco e comportamenti o sentimenti in contrario.

Bibliografia.

Cocchi R.: Defective hemispheric dominance and cognitive behaviour: Speculative considerations. It. J. Intellect. Impair. 1994, 7: 19-27.

Cocchi R.: Intrusive opposite emotional thinking in a chronic “schizo-affective” woman. A stabilized inverse half-brain dominance of a specific function? It. J. Intellect. Impair. 1996, 9: 163-168.

Cocchi, R.: Temporary reverse dominance of some brain functions in a man aged forty-six. <www.reversebrain.org/case3.htm> 2001

Cocchi R.: A girl aged ten with Smith-Magenis syndrome and possible reverse dominance of some brain functions. <www.reversebrain.net/case4.htm> 2001

Cocchi R.: “Name the opposite of the red” test in drug-addicts and in normal subjects. <www.reversebrain.net/ domin5.htm>, 2001.

Cocchi R. Three young persons with problems of reverse half-brain dominance. On <www.reversebrain.net/ case5.htm>, 2002.

Cocchi R.: A child of 8 years with probable problems of inverse brain dominance. <www.reversebrain.net/ case6.htm>, 2002.

Gainotti G.: Laterality of affect: The emotional behavior of right- and left-braindamaged patients. In: Myslobodsky M.S.(ed): Hemisyndromes. Academic Press, New York, 1983: 175-192.

Wittling W., Roschmann R.: Emotion-related hemisphere asymmetry: Subjective emotional responses to laterally presented films. Cortex 1993, 29: 431-448.

Inserito in Internet nel gennaio 2003; Copyright by Renato Cocchi, 2003.

Corrispondenza. dr. Renato COCCHI, via Mercalli 10
42100 Reggio Emilia
renatococchi@libero.it

Testo in inglese

Home Page  / /  Pagina iniziale