TGF72uno: TROVATO GIA’ FATTO (Nuova campagna FIAT e i colpevoli italiani).

Campagna pubblicitaria Fiat
per far sentire in colpa gli italiani.



La Fiat cerca il confronto, diretto e forte con la concorrenza. Così, proprio oggi il presidente del Gruppo torinese Montezemolo è
tornato sul tema del made in Italy. E proprio in questa settimana sta impazzando la pubblicità Fiat in cui quel famoso ‘grazie’ sarebbe bello sentirlo pronunciare in italiano. E invece no: è il ‘merci’ dei francesi, il ‘danke’ dei tedeschi o ‘l’arigatò’ dei giapponesi perchè sono loro le automobili che compriamo. Obiettivo dichiarato: far sentire in colpa gli italiani per la scelta esterofila.

Una pubblicità provocatoria, scelta personalmente e con grande entusiasmo l’amministratore delegato, Sergio Marchionne, e chiede agli italiani di provare le auto del Lingotto, di comprare il made in Italy.

L’obiettivo è modificare un comportamento, fare condividere un’opinione, un sentimento, mettendo in gioco l’italianità e dando a questo concetto sostanza d’immagine: i tedeschi che ringraziano alzando il boccale di birra o i giapponesi che fanno l’inchino stuzzicano l’orgoglio e fanno nascere la volontà di contrapporre un’altra idea. Tutto questo alla vigilia dell’ arrivo della nuova Croma e, nei prossimi mesi, di due modelli Alfa Romeo e della nuova Punto.

"La percentuale di italiani che guida auto italiane - spiega Simone Migliarino, responsabile della Comunicazione del gruppo Fiat - è inferiore a quella che registrano i nostri concorrenti sui rispettivi mercati domestici: in Francia le case automobilistiche francesi hanno il 58% del mercato; in Germania guida auto tedesche il 70% degli automobilisti; in Giappone addirittura il 94%. Da noi meno del 30%. Non c’è dubbio che è una situazione anomala. Ancor più se consideriamo il difficile momento economico del nostro Paese". Migliarino ricorda l’impegno della Fiat sul fronte dei prodotti: 17 nuovi modelli e 12 ‘face lifting’ programmati tra il 2005 e il 2007.


"La campagna istituzionale - sottolinea - manda agli italiani un messaggio semplice e chiaro: credere in quello che facciamo, metterci alla prova. E’ un invito a guidare perchè conosciamo il valore dei nostri prodotti. Non abbiamo paura del confronto. Anzi, lo stiamo cercando".
(La Repubblica, 27 aprile 2005).

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