TROVATO GIA' FATTO 72 (Nuova campagna pubblicitaria 2005 della FIAT e i colpevoli italiani).

Le informazioni e le immagini qui riportate derivano da "Corriere della Sera, 28.04.2005); "la Repubblica" (27.04.2005); "City" (28.04.2005); "Leggo" (28.04 2005).

 

 

C'è da essere allibiti a proposito dell'ultima campagna pubblicitaria della FIAT

1. I francesi, i tedeschi, i giapponesi ringraziano (Merci!, Danke! Arigato!) quando gli italiani comprano rispettivamente automobili francesi, o tedesche o giapponesi, [figura retorica della sineddoche: il tutto per la parte. Quelli che ringraziano sono i produttori di auto francesi, tedeschi o giapponesi]. Ugualmente gli italiani ringraziano quando francesi, tedeschi e giapponesi comprano auto italiane. Pari e patta.

 

 2. "In Francia guida auto francesi il 58% degli automobilisti, in Germania il 70%, in Giappone addirittura il 94%. Da noi [in Italia] meno del 30 % compra macchine italiane."

Meccanismo di opposizione: Siamo così perché "facciamo scelte esterofile", quindi siamo poco patriottici.

2a. L'idea di patria per oltre 50 anni ha avuto scarsa credito in Italia, perché certi politici hanno fermamente voluto che se ne parlasse poco.

 2b. L'esterofilia, che può esserci (Comprate italiano, è uno slogan che da noi non ha mai funzionato), non dovrebbe essere confusa con la maggiore affidabilità in tutti i sensi delle auto francesi, tedesche e giapponesi.

 

3. Si vogliono creare sensi di colpa agli italiani [altra opposizione, tra l'altro sgradevole] così compreranno più automobili Fiat.

3a. Messaggio nascosto: La FIAT si identifica con la patria. [Nuova sineddoche: la parte per il tutto] Questa identità per similarità, tra l'altro non chiaramente specificata, e quindi di secondo ordine, dovrebbe essere il meccanismo persuasivo per i futuri acquisti di auto italiane. Probabilmente lo è molto poco. Ci sono grossolani errori di psicologia e di sociologia in queste convinzioni.

4. Ultimo messaggio nascosto, ma molto ben individuabile e individuato. Se la FIAT fa una campagna pubblicitaria così disattenta, deve essere proprio con l'acqua alla gola.

 

Chiunque abbia "entusiaticamene approvato" questa campagna pubblicitaria ha almeno due opinioni errate:

1. che il potere dia automaticamente anche la conoscenza;

2. che la comunicazione non sia una attività professionale, ma alla portata di chiunque abbia un po' di buona volontà.

 

Per evitare l'argumentum ad personam, preciso che la mia auto è una FIAT e che la mia formazione accademica è quella di specialista in neurologia, di specialista in psicologia medica, e con una seconda laurea in sociologia. Renato Cocchi, Reggio Emilia.

 

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