POSSIBILI BASI NEUROFISIOLOGICHE

DELLE FIGURE RETORICHE

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico

Riassunto

Le figure retoriche (FR) sono gli strumenti stilistici piu' utilizzati nel linguaggio parlato e scritto. Il loro uso e' stato riscontrato anche tra popolazioni che vivono in paesi che non hanno conoscenza della nostra retorica. Molte FR possono agire aggiungendo una forza di persuasione non razionale all'argomento; quasi tutte stimolano la curiosita' dell'uditorio; alcune modificano la prosodia e il ritmo del linguaggio. Una analisi di tipo nuovo ha mostrato che 90 FR possono essere suddivise all'interno di quattro meccanismi di funzionamento della rete neuronale cerebrale. Questi meccanismi categorizzano gli stimoli percettivi come identita' per similarita'; identita' per contiguita' spaziale; post hoc ergo propter hoc (o relazione di cause ed effetto per contiguita' temporale); opposizione.

Ogni FR ha proprie caratteristiche dovute ai differenti livelli (grammaticale, sintattico, semantico, fonetico, ritmico, attentivo, ecc.) a cui si applica e ai meccanismi che sono implicati. Le FR non sono esclusive del linguaggio verbale, ma possono essere ritrovate anche in altri campi percettivi, come, ad es., la pittura e la pubblicita' per il campo visivo.

 

Key words: Figure retoriche; basi neurali; percezione; meccanismi cerebrali, similarità; contiguità spaziale; contiguità temporale; opposizione.

 

Basi teoriche e di ricerca

Casi clinici

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Le figure retoriche (FR) sono gli strumenti stilistici piu' utilizzati nel parlare e nello scrivere. Se esaminate con attenzione, esse mostrano alcune caratteristiche, non sempre in comune. Molte di esse possono agire aggiungendo una forza di persuasione non-razionale all'argomentazione; quasi tutte stimolano la curiosita' dell'uditorio; alcune modificano la prosodia e il ritmo. La prima di queste caratteristiche aiuta a formare un giudizio, a raggiungere una decisione, rivelandosi coinvolta nei meccanismi cognitivi. La seconda e la terza richiamano l'attenzione di chi ascolta o di chi legge, e questo spiana la via per garantirsi una comunicazione migliore.

Molte persone che pur usano le FR sembrano del tutto ignare dei tanti problemi che esse mettono in campo. Questi problemi possono essere cosi' riassunti:

- Le FR hanno una base comune?

- Come funzionano?

- Perche' funzionano?

- Perche' funzionano anche al di fuori del linguaggio verbale?

- Ci sono FR in linguaggi diversi di quelli con matrice europea?

Circa 14 anni fa avevo pubblicato un articolo sull'identita' per similarita' e sull'identita' per contiguita' (spaziale) come meccanismi percettivi utilizzati per l'acquisizione del linguaggio verbale nei bambini piccoli (Cocchi, 1982).

Scrissi anche che il loro uso poteva spiegare alcune figure retoriche.

In base a questo, ora vorrei tentare di dare qualche risposta a queste domande, la prima della quali riguarda la possibilita' che le FR abbiano alcuni elementi di base in comune.

Proposta per una nuova classificazione delle figure retoriche

I tentativi di classificare le FR hanno una lunga storia, a partire da Quintiliano, ma tutti hanno avuto il linguaggio stesso, come punto di riferimento.

Dai primi consapevoli utilizzatori al dibattito attuale, c'e' l'accordo sul fatto che la retorica e' l'affinamento di una capacita' naturale, ma tale capacita' sembra poi principalmente confinata nel linguaggio stesso (Vickers, 1988).

Credo che solo se si perviene ad una diversa base fondante noi potremmo spiegare l'uso delle FR nella comunicazione visiva, in particolare, oggi, nella pubblicita'. In ogni caso non possiamo dire nulla sulla capacita' persuasiva che molte FR possiedono.

Pertanto ritengo che il linguaggio verbale sia l'ambito preferenziale in cui si sono sviluppate le FR, ma che si debba cercare da qualche altra parte, in meccanismi piu' primitivi collegabili al funzionamento della rete neuronale.

Materiali e metodo

Se si e' d'accordo che le FR hanno per oggetto le emozioni, la prima domanda a cui rispondere e' infatti se le FR hanno alcune caratteristiche in comune, che permetta di ridurne la varieta'.

Per raggiungere questo scopo e' stato quello di esaminare tutte le FR dividendole in quattro categorie di appartenenza: similarita', contiguita' spaziale, post hoc ergo propter hoc (rapporto di causa ed effetto per contiguita' temporale), opposizione.

A questa suddivisione ho aggiunto un'altra specificazione tentando di identificare il livello o i livelli (emotivo, fonologico, semantico, grammaticale, ecc.) in cui funziona la singola FR. Alle altre domande rispondero' per inferenza.

Ho trovato le FR retoriche esaminate in due volumi di retorica (Marchese, 1978; Vickers, 1988) che le elencano in ordine alfabetico.

Risultati

Ho potuto raccogliere 90 FR. La tavola 1 mostra i risultati da me ottenuti con questa analisi. In tale tavola simil. sta per identita' per similarita', contig. per contiguita' spaziale, Post hoc e' abbreviazione di Post hoc ergo propter hoc, infine oppos. e' l'abbreviazione di opposizione. Altre chiavi: X = meccanismo principale; x = secondario; (?) = ipotizzato; fon = fonetico; sin. = sintattico; gram. = grammaticale; sem. = semantico; attn. = attentivo; sens. = sensoriale; emot. = emotivo.

Nella tavola 2 sono stati raggruppati, come principali e secondari, i totali delle quattro categorie in cui le FR sono state suddivise.

Tavola 1: Analisi delle FR, in ordine alfabetico, e livello o livelli di funzionamento..

Nome della figura

Similarita'

Contiguita'

Post hoc, ecc.

Opposizione

Livello 1

Livello 2

Accumulazione

X

X

(?)

X

sintattico

sem-emot

Adinaton

 

 

X

X

semant.

emotivo

Allegoria

X

 

 

 

semant.

 

Allitterazione

X

 

 

 

fonetico

 

Allusione

X

X

 

 

semant.

attentivo

Amplificazione

X

X

 

 

semant.

attentivo

Anaclasi

X

 

X

 

semant.

fonetico

Anadiplosi

X

x

 

 

fonetico

attentivo

Anafora

X

x

 

 

fonetico

attn.-sem

Anastrofe

 

x

 

X

sintattico

ritmico

Annominazione

X

 

X

 

grammat.

sematico

Anticlimax

 

x

X

 

semant.

ritmico

Antimetabole

X

x

X

X

sint-fonet

semantico

Antimetatesi

X

x

X

X

sint-fonet

semantico

Antifrasi

 

 

 

X

semant.

 

Antipofora

 

x

X

(?)

attentivo

sintattico

Antitesi

 

(?)

X

X

sintattico

semantico

Antonomasia

X

x

(?)

 

semant.

 

Apostrofe

X

 

 

 

emot-sem

 

Asindeto

 

X

X

 

sintattico

semantico

Assonanza

X

 

 

 

fonetico

semantico

Auxesi

 

X

X

 

gram-sem

ritmico

Bisticcio

X

(?)

X

 

fon-sem

 

Brachilogia

 

X

 

 

gram-ritm

attentivo

Calembour

X

x

 

 

fon-sem

 

Captatio benevol.

X

 

X

 

emotivo

 

Catacresi

X

 

 

 

semant..

 

Catafora

 

 

X

 

sint-sem

attentivo

Chiasmo

x

X

X

x

sintattico

semantico

Climax

 

(?)

X

 

sem-emot

 

Comparazione

X

x

 

 

semant.

sintattico

Concatenazione

x

X

X

 

sintattico

semantico

Concessione

 

 

X

X

emotivo

semantico

Correctio

x

x

X

 

semant.

emotivo

Deprecazione

X

x

X

 

emotivo

 

Diafora

X

 

X

 

fon-sem.

 

Dicolon

X

x

 

 

sintattico

attentivo

Dilemma

 

(?)

X

X

sem-emot

sintattico

Dubitatio

X

 

 

x

attentivo

semantico

Ellissi

 

 

X

X

sintattico

attentivo

Enallage

 

 

X

(?)

grammat.

semantico

Enfasi

X

x

(?)

 

emot-sem

sintattico

Enumerazione

 

X

X

 

sintattico

semantico

Epanadiplosi

X

 

(?)

 

sintattico

semantico

Epanalessi

X

x

X

 

semant.

sintattico

Epanortosi

X

x

 

 

sem-emot

attentivo

Epifonema

X

x

X

 

semant.

sintattico

Epifora

X

 

X

 

sintattico

semantico

Epifraso

 

 

X

 

sintattico

semantico

Epizeusi

X

X

 

 

sintattico

 

Esclamazione

X

x

X

 

emotivo

attentivo

Eufemismo

X

 

 

 

emotivo

 

Figura etimologica

X

 

 

 

semant.

 

Geminatio

X

 

 

 

sem-emot

attentivo

Hysteron-proteron

 

X

 

 

attentivo

 

Imprecazione

 

X

 

 

emotivo

 

Inversione

 

 

 

X

attn-sem

 

Ipallage

 

x

X

X

semant.

sintattico

Iperbato

 

X

 

x

.ritmico.

sintattico

Iperbole

X

 

X

 

emotivo

semantico

Ironia

 

 

X

X

emotivo

semantico

Isocolon

x

 

X

 

sintattico

semantico

Iunctura

 

X

X

 

semant.

sintattico

Litote

 

 

 

X

emotivo

semantico

Meiosi

X

 

(?)

 

semant.

 

Metalessi

X

x

X

 

semant.

 

Mtafora

X

x

X

 

semant.

 

Metonimia

 

X

 

 

semant.

 

Omoteleuto

X

x

X

 

gram-sem

attentivo

Onomatopea

X

 

 

 

emotivo

fonetico

Ossimoro

 

x

(?)

X

attentivo

semantico

Paradosso

 

 

 

X

semant.

attentivo

Paralipsis

 

(?)

X

X

attentivo

semantico

Paronomasia

X

X

 

 

Morfolog.

semantico

Percontatio

 

X

X

 

emotivo

 

Personificazione

X

x

 

 

emotivo

 

Polisindeto

 

X

X

 

ritmico

attentivo

Preterizione

 

 

X

x

ermotivo

semantico

Prolessi

X

 

X

 

emotivo

sintattico

Perifrasi

X

X

 

 

semant.

 

Regressione

x

 

X

 

sin-attn

semantico

Reticenza

 

x

X

 

emot-attn

 

Sarcasmo

 

 

X

X

emotivo

 

Similitudine

X

 

 

 

semant.

sintattico

Sillessi

 

x

X

 

sintattico

semantico

Sineddoche

X

 

 

semant.

 

Sinestesia

 

X

 

 

sensor.

semantico

Zeugma

 

x

X

X

grammat.

semanticio

 

Come si puo' vedere dalla tavola 1, ogni FR ha trovato il suo posto all'interno di una delle quattro categorie proposte, come campo primario di appartenenza. Non sono sempre stato in grado di identificare con sicurezza il secondo o i successivi campi di appartenenza. Si deve notare la complessita' di questa suddivisione che in parte si sovrappone alle differenti classificazioni fatte dai linguisti per la quella stessa figura retorica.

Tavola 2: Distributione delle FR a seconda dei meccanismi cerebrali implicati.

Meccanismo implicato

Similarita'

Contiguita'

Post hoc, ..

Opposizione

 

Meccanismo promario (X)

43

19

17

16

Meccanismo secondario (x)

11

29

31

6

Secondario supposto (?)

0

6

6

7

La tavola 2 mostra che la similarita' e la contiguita' spaziale sono le prime categorie implicate.

Discussione

Per quel che riguarda le categorie (similarita', contiguita' spaziale, post hoc ergo propter hoc, e opposizione) faro' di nuovo rifermento a quanto ho scritto in miei precedenti lavori (Cocchi 1993; 1996) con qualche nuovo particolare.

C'e' una storia abbastanza lunga sulla similarita' e sulla contiguita' delle percezioni come condizioni che il cervello non solo elabora ma ha anche una qualche consapevolezza del risultato.

In altri termini il cervello fa mostra di essere consapevole di come si distribuiscono nelle sue aree gli effetti neurali di stimoli esterni o interni. Pribram, nel 1976, stabili' le pos-sibili regole delle trasformazioni reversibili:

" 3. Gli impulsi nervosi che arrivano simultaneamente in punti vicini si sovrappongono parzialmente; si verificano cioe' interazioni vicine di natura additiva (o sottrattiva);

4. Quando due sorgenti evocano simultaneamente uno stato nella microstruttura a potenziali lenti, si ha tra loro una correlazione che viene decodificata in impulsi nervosi."

Queste due possibili regole danno sostegno ai due meccanismi della identita' per conti-guita' spaziale e identita' per similarita', oltre che alla consapevolezza (come percezione dell'interazione avvenuta a livello di cellule neuronali).

Cosi', con la messa in rilievo dei modi di funzionamento della rete neuronale diamo una base neurofisiologica a quello che Jacobson e Halle, 1956, e Jacobson 1963, avevano arguito. Questi autori hanno scritto a proposito della rottura del meccanismo che permette la formazione di collegamenti per identita' parziale (metafora) o di collegamenti per contiguita' spaziale (metonimia, o anche, meglio, sineddoche).

Per quanto mi riguarda, feci riferimento a questi due meccanismi per spiegare perche' i bambini inglesi dicono "comed" invece di "came" quando imparano a parlare. Lo stesso avviene nei bambini italiani che stanno apprendendo il linguaggio e dicono "aprito, coprito" invece di "aperto, coperto" (Cocchi, 1982).

Il cervello umano funziona facendo identita' parziali, o identita' per similarita' (metafore) e identita' per contiguita' spaziale (metonimie o sineddoche) anche al di fuori del linguaggio verbale.

Degli etilisti hanno dato risposte errate alle Matrici Colorate di Raven usando principal-mente la contiguita' spaziale, come era avvenuto per dementi (Pola, Zerbi & Cocchi, 1988), e studenti universitari, per Matrici di Raven diverse (Cocchi, 1993).

Sia gli alcolisti che avevano avuto un punteggio inferiore a 20 alle Matrici Colorate di Raven (MCR), che quelli che avevano avuto un punteggio tra 21 e 25 hanno fatto degli errori spiegabili con la contiguita' spaziale (Cocchi, 1993; 1996).

La similarita' (o, meglio, l'identita' per similarita') occupa il quarto posto nel campione di etilisti con punteggio 21-25 alle MCR (Cocchi, 1996). Questo modo di dare risposte errate e' stato al terzo posto nel precedente campione di alcolisti (Cocchi, 1993).

Nell'uomo i meccanismi selettivi transienti a bassa frequenza spaziale hanno dominato il processo percettivo che sta alla base dei giudizi di similarita' (Petersik, 1978).

Dei neonati con eta' tra 7 ore a 11 giorni e 15 ore possono percepire la similarita' tra uno stimolo in movimento e fermo.

Questi dati sperimentali suggeriscono un grado di organizzazione visiva che usualmente non viene attribuito al neonato (Slater et al., 1985).

Esperimenti neuropsicologici con l'uso di microelettrodi hanno rivelato che la percezione della similarita', al suo livello piu' basso, coinvolge unita' neuronali che rispondono selettivamente solo ad un attributo di un evento stimolante (Hebb, 1949; Pribram 1971; Olton e Samuelson, 1976).

Questo sta a significare che, se una caratteristica (un attributo) dello stimolo si modifica, a questo basso livello percettivo la cellula prima in scarica diventa muta e una cellula adiacente comincia a scaricare. La medesima cosa e' stata verificata per la corteccia visiva temporale della scimmia, in cui i neuroni che rispondono all'identita' delle facce non sono gli stessi che rispondono all'espressione delle facce (Husselmo, Rolls e Baylis, 1989).

In base a cio', il cervello sembra percepire una identita' elementare (identita' di una caratteristica distintiva) quando lo stimolo che da essa proviene eccita sempre la medesima cellula o gruppo di cellule (Cocchi, 1982).

Questo puo' avvenire: 1. quando due stimoli esterni hanno una caratteristica che induce la scarica delle medesime cellule nello stesso tempo; 2. quando uno stimolo esterno possiede la medesima caratteristica che aveva in passato un altro stimolo, che viene ricordato al momento (paragone tra uno stimolo esterno e uno stimolo interno); 3. quando il paragone tra due stimoli ricordati porta alla consapevolezza fattuale che una caratteristica in comune era esattamente la stessa.

Sono stati fatti degli esperimenti in una rete neuronale artificiale utilizzando un algoritmo adattativo derivato da osservazioni dei neuroni corticali durante l'apprendimento associativo. Questa rete ha acquisito nel medesimo tempo due distinte rappresentazioni in risposta alla presentazione di stimoli. Una rassomiglia al condizionamento classico (associativo), definito nei termini della sua sensibilita' all'accoppiamento in avanti, verso l'accoppiamento simultaneo o all'indietro.

L'altra riflette l'accoppiamento contiguo di stimolazioni (Berner e Woody, 1991).

La contiguita' spaziale deve comunque essere attentamente distinta dalla contiguita' temporale, e potrebbe avere la propria base in quella che e' detta la trasmissione efaptica di potenziali elettrici tra neuroni adiacenti.

Il Post hoc ergo propter hoc, oltre a portare ad una fallacia logica, offre il fondamento si cui si costruisce il condizionamento classico. Anche nei casi piu' semplici, permette di apprendere una relazione di causa ed effetto basata sulla contiguita' temporale e sulla contingenza. Questo fatto ha una enorme importanza in tutti gli animali per la difesa del-l'individuo e della specie. La scelta delle fonti alimentari, l'identificazione del pericolo, la scelta del partner sessuale, e l'allevamento della prole hanno bisogno di continue relazioni di causa ed effetto.

Il sistema nervoso di un'ampia varieta' di animali ha sviluppato la capacita' di riconoscere relazioni predittive tra eventi, se questi capitano piu' volte (contingenza) in maniera contigua nel tempo. La percezione-reazione (detezione) della contiguita' nella Aplysia Californica possiede queste caratteristiche (Abrams e Kandel, 1988).

Nell'Aplisia (un piccolo mollusco) c'e' un meccanismo di questo tipo che funziona normalmente e la regolazione della adenil-ciclase, regolata in manuera doppia, potrebbe essere il substrato delle necessita' temporali per un efficace condizionamento classico (Yovell, Kandel, Dudai e Abrams, 1987; Abrams, Karl e Kandel, 1991).

La detezione della contiguita' [temporale] e' sorprendentemente invariata attraverso le specie e i paradigmi di apprendimento. Questa costrizione fa pensare che i meccanismi neuronali per la detezione della contiguita' possano essere stati conservati attra-verso la filogenesi e siano in numero limitato (Ambrams e Kandel, 1988).

Da ultimo le risposte di opposizione alle MCR occupano il secondo posto subito dopo alla contiguita' spaziale (Cocchi 1966). Questo fatto si appaia con cio' che ho trovato sia in studenti universitari che nel precedente campione di etilisti (Cocchi 1996; Cocchi 1993).

Il modo in cui si presenta l'ooposizione varia da opposizione semantica a opposizione in controparte (o a specchio), oppposizione per forma o per colore. Nell'eseguire le MCR il soggetto puo' scegliere solo risposte errate di opposizione di forma o di colore. Abbiamo discusso i meccanismi cerebrali allorche' presentammo il primo caso di "linguaggio a specchio" insorto in seguito a neurochirurgia (Cocchi et al., 1986). Come cola' riferito dopo controllo della letteratura, l'opposizione puo' anche manifestarsi quando il cervello e' intossicato, e l'alcol e' un ben noto tossico cerebrale. Possimao ricordare ora quel che succede in alcune condizioni psicopatologiche. Se una persona ha avuto un insulto cerebrale, spesso un ictus, ma anche in seguito a trauma accidentale o a neurochirurgia, possono comparire delle azioni a specchio. Si puo' vede-

re una scrittura a specchio, o una lettura a specchio (Critchley 1928; Paradowski e Ginzberg, 1971; Streifler e Hofman, 1976, Fisher, Liberman e Shankweiler, 1978; Heilman, Howell, Valenstein e Rothi, 1980; Tankle e Heilman, 1982; Feinberg e Jones, 1985 ) o persino un linguaggio a specchio (Cocchi et al., 1986). I comportamenti a specchio sono delle opposizioni, almeno opposizioni spaziali.

C'e' una spiegazione che ha trovato anche sostegno nella ricerca con l'animale (Orton, 1928; Noble, 1968; Bradshaw, Nettleton e Patterson, 1973). Stmoli percettivi, di solito sono visivi, producono contemporaneamente sia un engramma che il suo opposto, nei due emisferi. Normalmente il cervello sopprime l'opposto, che si trova nell'emisfero non dominante. In condizioni particolari questo meccanismo soppressivo smette di funzionare, e cosi' l'opposto si mostra come immagine a specchio. Non solo lo scrivere, il leggere o il parlare possono assumere questo comportamento a specchio, ma anche la manipolazione degli oggetti puo diventare rovesciata (Feinberg e Jones, 1985).

Questi ultimi ricercatori ritengono che l'orientamento destro-sinistro non sia una caratteristica unitaria. Affermano che puo' essere legato ad una attivazione differenziale degli emisferi cerebrali, quando si eseguono compiti motori o di altro genere.

Puo' essere curioso il fatto che il bambino piccolo di 3-4 mesi puo' discriminare differenze di orientamento (anche tra piani obliqui), ma tende a vedere le immagini a specchio, specialmente le immagini a specchio laterali, come stimoli equivalenti (Bernstein, Gross e Wolf, 1978). E' possibile che il meccanismo di soppressione dell'engramma opposto non funzioni ancora, a quest'eta'?

D'altra parte, il padroneggiare la compresenza dell'opposto e' stato giudicato un segno di piu' elevato livello intellettuale (Rothenberg 1973; 1982).

La presenza dellla scrittura a specchio o del linguaggio a specchio e' testimonianza di doppio engramma anche per stimoli interni.

L'opposizione sembra implicata nella prevalenza temporanea, stabile o stabilizzata del-l'emisfero non dominante nei destrimani, una condizione che forse e' piu' frequente di quanto non si pensi (Cocchi, 1994). Ho riportato il primo caso in cui l'opposizione concerneva il pensiero emotivo in una donna con diagnosi di psicosi schizo-affettiva (Cocchi, 1996). Spesso, durante il giorno, i pensieri affettivi di questa donna erano esattamente l'opposto di quanto veramente sentiva. Appariva incapace di controllare questi pensieri intrusivi e emotivamente negativi. La spiegazione suggerita si riferisce alla rottura del meccanismo di soppressione dell'engramma opposto, e ad una dominanza stabilizzata dell'emisfero opposto per il pensiero emotivo, cio' che porta all'emergenza involontaria di pensieri cattivi.

Conclusioni

Ora penso di poter rispondere alle domande che ho avanzato all'inizio di questo articolo.

1. Le FR hanno una base comune che deve essere identificata in meccanismi di funzionamento della rete neuronale. Essi permettono la percezione di identita' per similarita' e per contiguita' spaziale, relazioni di causa ed effetto per contiguita' temporale, e di opposizione per la presenza dell'engramma opposto.

2. Le FR lavorano dando al linguaggio verbale la possibilita' di utilizzare questi quattro meccanismi, ai vari livelli in cui puo' essere applicato il linguaggio stesso.

3. Le FR funzionano perche sono come la chiave di un lucchetto gia' pronto (questa e' una similitudine). Esse servono a persuadere creando identita' cerebrali (anche identita' emotive), o rapporti di causa ed effetto, ed attraggono l'attenzione puntando sull'opposto.

4. Ci sono molti esempi di quelle che noi conosciamo come figure retoriche in campi diversi. Per quanto riguarda il campo visivo, l'allegoria nella pittura ha una lunga storia (Tiepolo, in Palazzo Ducale, per il Nettuno che porta i suoi doni a Venezia; l'Appiani per Napoleone, raffigurato in trono come Giove). Di recente ho visto un ossimoro visivo puro (La campagna in citta') in una pubblicita' fatta da una primaria ditta italiana che produce paste alimentari. Dato che questi meccanismi non fanno capo solamente al linguaggio verbale, ma comuni a tutte le strutture cerebrali altri campi percettivi possono usarli.

5. Devo a Vichers, 1989, la notizia che popoli che vivono in paesi che non hanno alcuna conoscenza della nostra retorica hanno usato delle FR. Tra essi si possono contare la Cina, l'India, la Persia, l'Arabia, Maori, Tikopia, Bali e l'Africa (vedi Vickers, 1989, per i ri-ferimenti bibliografici). Benche' le FR sembrino il frutto della civilita' dei cosiddetti paesi occidentali, sono fiorite dappertutto perche' non dipendono da uno specifico linguaggio verbale, ma solo da meccanismi comuni del Sistema Nervoso Centrale.

Infine credo che questi legami tra retorica e SNC potranno dar luogo a tante occasioni di ricerca, dall'arte grafica al linguaggio dei ritardati mentali.

Bibliografia

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Pubblicato in Riv. It. Disturbo Intellet. 1997, 10: 75-83.

Corrispondenza: dr Renato Cocchi, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia (Italy)

 renatococchi@libero.it

 

 

Testo in inglese

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Casi clinici

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