ALCOLISTI CON PUNTEGGIO
26-35 ALLE MATRICI COLORATE
DI RAVEN: ANALISI DEGLI
ERRORI
Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico,
Morena MEMÈ psicologa
Riassunto
L'analisi delle risposte errate date da
93 alcol-dipendenti (
Allorchè queste risposte furono
classificate in 5 categorie, tutte quante poterono essere suddivise tra: 1.
identità per contiguità (84 %); 2. opposizione (8.57 %); 3. confabulazione
(5.71%); 4. identità per similarità (1.71 %). Le risposte di globalità non sono
state date.
Gli alcolisti con livello cognitivo più
alto hanno dato meno risposte errate, ma i meccanismi che le sostengono sono
quasi gli stessi, con circa le medesime proporzioni ritrovate nel lavoro
precedente.
Questi risultati confermano che l'analisi
delle risposte errate alla Matrici Colorate di Raven possono essere utilizzate
per ricercare i livelli neuropsicologici a cui si fermano i processi cognitivi
di alcol-dipendenti quando debbono risolvere un particolare problema.
Key words: Reversebrain, alcolisti,
Raven, Matrici colorate, errori, non-casualità, analisi, contiguità,
opposizione, confabulazione, similarità, globalità.
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L'analisi delle risposte errate date alle Matrici
Progressive di Raven sembra uno strumento utile, potendo aggiungere più
informazioni al punteggio puro, di per sè sempre un pò grossolano.
Questa analisi già fatta in persone dementi
(Pola, Cocchi e Zerbi, 1988), in studenti universitari (Cocchi, 1993) o in
alcolisti con punteggio inferiore a 20 (Cocchi, 1993) o tra 21 e 25 (Cocchi
1996), ha innanzitutto messo in luce che molte risposte errate si dispongono in
gruppi non casuali.
In base a ciò la suddivisione degli errori
prevalenti mostra i meccanismi cognitivi che vengono utilizzati per produrre
queste risposte, quando c'è un problema da risolvere.
Abbiamo applicato di nuovo questa analisi in
due tempi alle risposte errate date da una serie di alcolisti che avevano
ottenuto un punteggio da
.
Soggetti, materiali e metodo.
Per questa nuova indagine abbiamo scelto le
risposte date da alcolisti alle MCR, durante il ricovero in un reparto di
Alcologia, tra il primo luglio 1998 e il 30 dicembre 1998.
Per ogni individuo sono stati raccolti sesso
ed età, e la diagnosi di dipendenza alcolica è stata fatta in accordo con il
DSM-IV (F10.24). Entro pochi giorni dall'ingresso tutti hanno eseguito il test
delle MCR, con l'esclusione dei pochi che avevano sintomi da astinenza, che lo
hanno eseguito non appena questi ultimi sono scomparsi.
Le MCR sono un test a scelta multipla
suddiviso in tre gruppi di 12 tavole (Serie A, seria Ab e serie B), e in ogni
tavola c'è una matrice di relazioni incompleta.
Per completarla, il soggetto testato deve
scegliere una delle sei possibili risposte disegnate sotto la matrice, ma
cinque di queste sono errate.
Se si indica ogni possibile risposta con un
numero da uno a sei, da sinistra a destra,
abbiamo cinque numeri per individuare le risposte
sbagliate. Il restante è quello della risposta giusta, ma la sua posizione, e
il numero che la indica, varia tavola per tavola.
Per quel che riguarda il punteggio
complessivo, data che la risposta giusta vale uno, si può avere un massimo di
36 punti.
Per questa ricerca sono state utilizzate le
schede di risposta con punteggi tra 26 e 36 compresi. Questo è l'ambito che,
secondo Bertolani, De Renzi e Faglioni, 1993 comprende i soggetti in cui si può
escludere una diagnosi di demenza.
È stato fatto il controllo delle schede
delle MCR dove la testista aveva annotato i numeri delle risposte (anche
errate) date dal soggetto.
Abbiamo scelto per l'indagine solo 14
matrici su 36, perchè l'elevato livello cognitivo dei testati non aveva indotto
errori significativi nelle tavole rimanenti.
Per la serie a abbiamo scelto le tavole
11-12; per la serie Ab quelle 20-24 e infine quelle 30-36 per la serie B.
Le risposte errate sono state contate a
parte e raggruppate tavola per tavola, usando il numero attribuito ad ogni
risposta errata.
Poi tutte le risposte errate di ogni tavola
sono state divise per cinque, e il risultato è stato arrotondato al multiplo
più vicino. Cosi' ogni gruppo di risposte errate appartenenti ad un tavola ha
avuto il suo numero teorico massimo di risposte errate casuali per ognuna delle
5 risposte errate..
Tolto da ogni gruppo di risposte errate di
una tavola il numero delle possibili risposte casuali, tutti i gruppi rimasti
hanno mostrato il totale delle risposte sicuramente non casuali.
Per ogni gruppo di risposte errate
sicuramente non casuali è stato calcolata la probabilità a partire da un totale
di 3 risposte errate (p = 1/125 = 0.008).
Successivamente abbiamo distribuito questi
gruppi significativi nell'ambito di 5 categorie: identità parziale; identità
per contiguità a sinistra o in alto (nella matrice); opposizione per colore o
forma; confabulazione (quando la risposta conteneva dettagli estranei); e
risposte di globalità.
Risultati
Le schede dei 93 alcolisti (F = 25 e M = 68;
età media 41.05 +/- 10.70 anni, con ambito d'età tra 24 e 70) erano conformi ai
criteri descritti
Tutti i soggetti hanno completato il test,
per cui ogni scheda con i risultati conteneva tutte le 36 risposte.
Delle 482 risposte errate, la tavola 1
mostra il loro numero per ogni matrice Raven suddivise per il numero delle
scelte possibili, dalla matrice A11 alla matrice B12.
Le matrici 1-10 della serie A, 1-7 della
serie Ab e 1-5 della serie B non hanno trovato posto nella tabella 1, perchè
abbiamo trovate giuste le risposte date ad esse.
Accanto alla colonna riferibile ad ognuna
delle 6 risposte possibili c'è una seconda colonna, (n)bis che indica i totali
delle risposte sicuramente non casuali, a partire da un gruppo minimo di tre (p
= .008)
Tab. 1: raggruppamenti di risposte errate,
come dati alle varie Matrici, e corretti con sottrazione delle risposte casuali
teoriche (con * è indicata la risposta giusta)
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
no. Totale No. di risposte
errate per item, come date e corrette Totale
Tav. risposte 1 1bis 2 2bis 3 3bis 4 4bis 5 5bis 6 6bis errate
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Serie A
|
11 |
36 |
15 |
3+ |
6 |
|
2 |
|
9 |
|
* |
|
29 |
17$ |
61 |
|
12 |
36 |
4 |
|
6 |
|
0 |
|
* |
|
0 |
|
10 |
6@ |
20 |
Serie Ab
|
8 |
36 |
1 |
|
8 |
6@ |
0 |
|
* |
|
2 |
|
0 |
|
11 |
|
9 |
36 |
0 |
|
1 |
|
2 |
|
0 |
|
3 |
|
* |
|
6 |
|
10 |
36 |
0 |
|
2 |
|
* |
|
0 |
|
0 |
|
11 |
8$ |
13 |
|
11 |
36 |
1 |
|
3 |
|
15 |
10$ |
1 |
|
* |
|
0 |
|
20 |
|
12 |
36 |
19 |
7& |
* |
|
9 |
|
18 |
6@ |
7 |
|
6 |
|
60 |
Serie B
|
6 |
36 |
|
|
10 |
8$ |
* |
|
0 |
|
0 |
|
0 |
|
10 |
|
7 |
36 |
6 |
|
10 |
4 ! |
0 |
|
1 |
|
* |
|
13 |
7& |
30 |
|
8 |
36 |
1 |
|
4 |
|
7 |
|
15 |
5# |
24 |
14$ |
* |
|
51 |
|
9 |
36 |
26 |
17$ |
2 |
|
5 |
|
* |
|
7 |
|
7 |
|
47 |
|
10 |
36 |
15 |
7& |
10 |
|
* |
|
4 |
|
7 |
|
6 |
|
42 |
|
11 |
36 |
7 |
|
12 |
3+ |
18 |
9$ |
* |
|
19 |
10$ |
7 |
|
53 |
|
12 |
36 |
3 |
|
25 |
13$ |
12 |
|
9 |
|
* |
|
19 |
7& |
58 |
p: + = .008; ! <.002; # <.0004; @ <.00007;
& <.00002; $ <.0000006
Come si può vedere dalla tabella 1 ci sono
ben 20 gruppi di risposte errate con probabilità casuale inferiore allo .05.
Il numero delle tavole con gruppi di
risposte errata aumenta dalla prima serie all terza, in parallelo con le
difficoltà di eseguire il test.
Per quanto riguarda la probabilità, il
simbolo "$" significa una probabilità di 8 o più sicuramente non
casuali, una volta sottratte il numero massimo di risposte casuali possibili
per quella tavola, sulla base di tutte le risposte errate.
La probabilità di avere per caso 17 risposte
uguali (serie A, matrice 11, risposta 6bis e serie B, tavola 9, risposta 1bis)
è < 1 / 10^14, un numero spaventosamente piccolo.
Tab. 2: catalogazione delle risposte secondo
i meccanismi cognitivi ipotizzati.
----------------------------------------------------------------------------------------------
no. Tav./ i dentità contiguità opposizione
confabulazione
no. risposta
---------------------------------------------------------------------------------------------
Serie A
|
11.1 |
3 |
|
|
|
|
11.6 |
|
17 |
|
|
|
12.6 |
|
6 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Serie Ab |
|
|
|
|
|
8.2 |
|
6 |
|
|
|
10.6 |
|
8 |
|
|
|
11.3 |
|
|
8 |
|
|
12.1 |
|
7 |
|
|
|
12.4 |
|
6 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Serie B |
|
|
|
|
|
6.2 |
|
8 |
|
|
|
7.2 |
|
4 |
|
|
|
7.6 |
|
|
7 |
|
|
8.4 |
|
5 |
|
|
|
8.5 |
|
14 |
|
|
|
9.1 |
|
17 |
|
|
|
10.1 |
|
17 |
|
|
|
11.2 |
|
3 |
|
|
|
11.3 |
|
9 |
|
|
|
11.5 |
|
|
|
10 |
|
12.2 |
|
13 |
|
|
|
12.6 |
|
7(*) |
|
|
Totali 3 = 1.71% 147 = 84% 15 = 8.57% 10 =
5.71%
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------
(*) contiguità diagonale
della matrice.
Come si può vedere, tutte le 175 risposte
sicuramente non casuali sono state distribuite tra 4 dei 6 meccanismi cognitivi
previsti.
Discussione.
Le categorie utilizzate nella possibile
classificazione degli errori derivano dalla precedente ricerca su studenti
universitari (Cocchi, 1993), in cui erano state utilizzate le PM47, Revisione
1962, Forma 1. Nei due lavori precedenti sulle MCR negli alcolisti con
punteggio inferiore a 20 (Cocchi 1993) e con punteggio tra 21 e 25 (Cocchi
1996) tutte le risposte errate avevano trovato il loro posto entro 6, poi 5
categorie, ma nel secondo lavoro poche di esse nella categoria delle
"risposte di globalità o totalità", mentre era scomparsa la categoria
di "prima non presente"..
Per quanto assente in questa ricerca,
"Prima non presente" è la classificazione delle risposte dovute ad
una strategia semi-intelligente che porta a scegliere tra le 6 possibili,
quella non è presente nella tavola.
Questa strategia e messa in funzione da un
ragionamento che deriva da una ipotesi semplice. Se un individuo testato sta
cercando qualcosa che completi un contesto "logico", costui può credere
che una cosa nuova o "non presente" sia la scelta giusta. Talvolta
questa strategia porta al risultato esatto, per una specie di logica
"fuzzy".
Purtroppo, come avevamo gia rilevato
(Cocchi, Pola e Zerbi, 1988), nelle Matrici Colorate di Raven, le scelte di
questo tipo alle tavole 2 e 5 della serie A, 6 e 12 della serie Ab; 6 e 10
della serie B sono anche le risposte esatte.
Ne consegue che un certo numero di risposte
esatte a queste tavole potrebbe essere dovuto alla messa in opera di questa
strategia.
Solo se notiamo altre risposte del tipo
"prima non presente", possiamo sospettare che il soggetto abbia dato
le risposte giuste alle 6 tavole su indicate, utilizzando un metodo di
ragionamento semi-corretto.
La categoria di "Confabulazione"
ha bisogno di essere meglio definita. Con questo termine si intende quella
categorie delle risposte in cui si accumulano elementi disparati, dati
dall'unione di elementi fuori contesto e elementi semplici. È una risposta
errata non facile da trovare, perchè solo alcune matrici permettono una scelta
del genere. Una risposta di "confabulazione" agisce come identità
parziale, una metafora, ma l'elemento estraneo la identifica con il medesimo
termine utilizzato nell'ambito della patologia del linguaggio verbale.In questa
ricerca le risposte di "confabulazione" occupano il terzo posto,
mentre erano al quarto posto negli alcolisti con punteggio inferiore a 20
(Cocchi, 1993), e al terzo posto negli alcolisti con punteggio Raven tra 21 e
25 (Cocchi, 1996). Negli studenti universitari, le risposte di confabulazione
venivano immediatamente dopo quelle di contiguità e di opposizione (Cocchi,
1993).
A differenza della precedente ricerca negli
alcolisti con punteggio tra 21 e 25 (Cocchi, 1996), questa volta non c'è stata
alcuna risposta di totalità. Come risposta di "globalità" era stata
da noi riscontrata in pazienti dementi (Pola, Zerbi e Cocchi, 1988) e l'avevamo
interpretata come un segnale di arresto nell'elaborazione della scelta. Il
paziente comprende come la matrice va completata, ma sembra impossibilitato ad
andare oltre questa immagine. Pertanto non è in grado di fare il passo
successivo, e di scegliere l'elemento di completamento, staccandosi da quello
che mostra l'immagine globale.
Per le rimanenti tre categorie (vale a dire:
similarità, contiguità e opposizione) ci riferiremo a quanto scritto nei lavori
precedenti (Cocchi 1993 e 1996).
C'è una lunga storia sulla similarità e la
contiguità delle percezioni in aree cerebrali come condizioni in cui il
cervello non solo percepisce ma ha una qualche consapevolezza di tali
percezioni. In altri termini il cervello dimostra di essere consapevole su come
alcuni effetti neuronali di stimoli esterni si distribuiscono nelle aree
cerebrali.
Pribram, nel 1976 stabili' come regole di
trasformazioni reversibili:
" 3.Impulsi nervosi che arrivano
simultaneamente in aree vicine si sovrappongono spazialmente, vale a dire: si
danno interazioni di vicinanza di tipo additivo o sottrattivo.
4. Quando due sorgenti evocano
simultaneamente uno stato nella microstruttura a potenziali lenti, sa dà una
correlazione tra di essi e le correlazioni vengono decodificate come impulsi
nervosi."
In questo modo, tramite meccanismi di
funzionamento della rete neuronale, Pribram diede una base neuronale a ciò che Jacobson
e Halle, 1956 e Jacobson 1963, avevano arguito.
Per quanto riguarda uno di noi, Cocchi,
1982, si era riferito a questi meccanismi per spiegare come in italiano i
bambini piccoli dicano "aprito, coprito" invece di "aperto,
coperto", quando stanno imparando a parlare.
Il cervello umano, ma quasi certamente anche
quello animale, tende a fare identità parziali (metafore) e identità per
contiguità (metonimie) anche al di fuori dell'ambito del linguaggio verbale.
Ancora una volta questo campione di alcolisti
ha dato maggiori risposte di contiguità, come era avvenuto per i dementi (Pola,
Zerbi e Cocchi, 1988), per gli studenti universitari (Cocchi, 1993) e per gli
alcolisti con punteggio Raven inferiore a 20 (Cocchi, 1993) o tra 21 e 25
(Cocchi, 1996). .
Le risposte di similarità ( o, meglio,
identità per similarità, sono al quarto posto in questo campione di alcolisti,
come erano allo stesso posto nel campione di quelli con punteggio 21-25,
(Cocchi, 1993) mentre invece erano al terzo posto nel campione con punteggio
inferiore a 20 (Cocchi, 1993) invece, sono qui al terzo posto, rispetto al
numero che ne avevano dati gli studenti universitari (Cocchi, 1993)..
Le risposte confabulatorie vengono subito
prima, per frequenza, in questo campione di alcolisti.
Gli studenti universitari avevano messo la
similarità al secondo posto delle risposte errate (Cocchi, 1993) ma su questo
poteva aver influito il fatto che avevano una scelta tra nove possibili
risposte invece di sei.
Il confronto con i soggetti dementi non è qui
possibile, perchè le risposte erano state classificate con un criterio diverso.
Per la similarità, il confronto con i
soggetti dementi non è qui possibile, perchè in quella prima ricerca (Pola,
Zerbi e Cocchi, 1988) le risposte erano state classificate con un criterio
diverso.
Infine le risposte di opposizione hanno il
secondo posto dopo la contiguità, e questo va in parallelo con quanto uno di
noi aveva trovato negli studenti universitari e nei due precedenti campioni di
alcolisti (Cocchi 1993; Cocchi 1993; Cocchi 1996).
Il modo con cui si può' presentare
l'opposizione varia da un livello semantico vero e proprio, alla comparsa in
controparte (o, a specchio), alla opposizione di forma o di colore. Nelle MCR
il soggetto testato può' scegliere risposte errate di opposizione solo per
forma o per colore.
Gai' Cocchi et al., 1986 avevano discusso
questo meccanismo cerebrale, al momento della prima presentazione in
letteratura di un caso di mirror speaking insorto dopo una operazione di
chirurgia cerebrale. Può essere interessante ricordare che questo meccanismo
poteva comparire in seguito ad intossicazione cerebrale (Cocchi et al., 1986),
e l'alcol è un noto tossico per il cervello.
L'opposizione sembra implicata in prevalenze
temporanee, stabili o stabilizzate dell'emisfero non dominante in soggetti
destrimani (Cocchi 1994), una condizione forse più frequente di quanto non si
possa pensare.
Conclusioni
L'analisi degli errori delle risposte date
da 93 alcolisti cronici alle Matrici Colorate PM47, di Raven, all'ingresso in
clinica, per un periodo di disintossicazione-disassuefazione, ha posto in luce
che 160 delle 482 risposte errate, sono suddivise in 20 gruppi in modo
sicuramente non casuale.
Utilizzando 4 possibili categorie per
classificarle (contiguità, opposizione, confabulazione e similarità), tutte
sono rientrate in almeno una di queste, in quantità rispettivamente
decrescente.
Alcuni meccanismi di funzionamento della
rete neuronale possono rendere conto di un tale accadimento..
Il risultato costituisce una ulteriore
conferma che le risposte errate alle Matrici Progressive di Raven, possono
segnalare i livelli neurofisiopsicologici in cui gli alcolisti smettono di
ragionare in un compito di "problem solving"..
Bibliografia
Bertolani L., De Renzi E., Faglioni P.: Test
di memoria non verbale di impiego diagnostico in clinica: Taratura su soggetti
normali. Arch. Psicol. Neurol. Psichiat. 1993, 54: 477-486.
Cocchi R.: Meccanismi "logici"
nella acquisizione del linguaggio verbale: Una ipotesi esplicativa neurofisiologica
degli ipercorrettismi. Riv. Neurobiol. 1982, 28: 162-190
Cocchi R.: Analisi delle risposte errate,
date alle PM47 di Raven, Rev. 1962, Forma I, da un campione di studenti
universitari. Riv. Ital. Disturbo Intellet. 1993, 6: 83-90.
Cocchi R.: Alcolisti con punteggio < 20
alle Matrici Colorate di Raven: Analisi degli errori. Riv. Ital. Disturbo Intellet.
1993, 6: 269-275.
Cocchi
R.: Alcoholics scoring 21-25 at Raven's Coloured Matrices: The analysis of
wrong answers. It. J. Intellect Impair. 1996, 9: 181-187.
Cocchi
R., Pola A., Sellerini M., Tosca P., Zerbi F.: Mirror speaking after
neurosurgery. Case history. Acta Neurol. Belg. 1986, 86: 224-232.
Jacobson R.:
Essais de linguistique generale. Editions de Minuit, Paris 1963.
Jacobson
R.,
Pola A.,
Cocchi R., Zerbi F.: Progressive Matrices PM
Pribram K.H.:
Languages of the brain. Experimental paradoxes and principles in
neuropsychology. Prentice-Hall,
Pubblicato su Riv. It. Distirbo Intellet. 1998, 11: 221-227.
Immesso in internet nel
Settembre 2006, Copyright by Renato Cocchi 2006
Coeeispondenza: dr Renato
COCCHI, via Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia
renatococchi@libero.it
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