IL MALE E IL DISTURBO DELLA DOMINANZA
EMISFERICA: PUO' ESSERCI UNA RELAZIONE?
Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico.
Riassunto.
Il male esiste, e, indipendentemente
dalla sua interpretazione simbolica, sono stati valutati rapporti tra male, dominanza
emisferica opposta e stress, per cui:
- in condizione di prevalenza temporanea
della dominanza emisferica opposta, si può avere l'emergenza di pensieri
cattivi, sentiti come estranei, nei confronti di persone a cui si vuole bene;
- circa il 20% di persone, quelli che
vedono mezzo vuoto il bicchiere riempito a metà, hanno una prevalenza
dell'emisfero non dominante, almeno per certe funzioni;
- stress esterno o interno possono
indurre disturbi della dominanza emisferica, anche in persone che in precedenza
avevano una dominanza emisferica normale;
- il fare del male potrebbe trovare in se
la sua giustificazione come meccanismo di ricompensa (reward,) come avviene in
certi spammer di virus informatici;
- non è certo che male e disturbi della
dominanza emisferica siano sempre correlati. Di sicuro lo sono in un certo
numero di casi;
- nelle sette di tipo satanista
l'opposto, che sembra diventare una scelta di tipo ideologico, potrebbe avere
alla sua base una dominanza emisferica inversa, almeno per certe funzioni.
Si ipotizza un substrato neuropsicologico
di disturbo della dominanza emisferica in certe forme di male, come prevalenza
dell'opposto nella coppia "bene-male";
Parole chiave: Male, filosofia,
reversebrain, dominanza emisferica, opposto, bicchiere riempito a metà, stress,
spammer, virus informatici, omicidio-suicidio, terroristi, ormoni, adolescenza,
satanismo, reward.
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Il problema del male è un grande tema
religioso e umano, da migliaia di anni. E' indubbio che il male esiste, per cui
si deve trovargli un posto nella visione del mondo, in riferimento alla sua
origine, alla sua natura, e alla sua cessazione.
Per ora, esso è stato affrontato dalle
religioni, che, a seconda delle loro basi, ne hanno tentato una spiegazione,
diversa per le religioni panteiste, dualiste, o monoteiste. In termini molto
semplificati, se non grossolani, si può dire che "per le religioni
panteiste, da ultimo il male non esiste. La sofferenza umana è un prodotto
della ignoranza spirituale, accumulata nelle vite precedenti e distribuita
nella attuale a seconda del Karma.
Nelle religioni dualiste, bene e male sono
principi eterni e rivali. Nessuno li ha creati, e ognuno di essi agisce secondo
la propria natura.
Nelle religioni monoteiste, il male ha una
identità personale. E' un essere che è caduto da uno stato iniziale di bene,
come risultato di un uso anomalo della sua libera volontà." (Valea,
1999-2005).
Per quanto riguarda la filosofia, non ho
avuto l'impressione che alcuno abbia proposto una spiegazione esaustiva e
diversa da quella religiosa, anche se è stata fatta una distinzione tra il male
prodotto dalla natura (Il famoso terremoto di Lisbona, del 1755, che tanto mise
in crisi Leibniz) e quello provocato dagli uomini, come, ad esempio, Auschwitz.
(Neiman, 2002).
Un esempio di male.
Tenterò di riferirmi ad un tipo di male in
cui qualsiasi rapporto emotivo, diretto o indiretto, tra agente causale e
vittima è manifestamente infondato.
In passato ho accennato allo stesso tipo di
spiegazione specie in riferimento al cosiddetto "raptus" (Cocchi,
2003), ma variabili emotive e psicologiche, sempre ipotizzabili nel rapporto
con la vittima, avrebbero potuto non avvalorare il mio assunto.
L'esempio attuale sembra più adeguato.
Nei dieci giorni dal 7 al 16 settembre 2005
ho ricevuto nove invii, tramite posta elettronica, di messaggi contenenti uno
dei seguenti virus elettronici: Worm.SomeFool.P; Worm.Bagle.Gen-zippwd;
W32/Netsky-P; Win32:Netsky-P [Wrm]; Worm.SomeFool.Gen-1; Worm.SomeFool.P;
Win32:Netsky-P [Wrm]; Worm.SomeFool.Gen-1; Win32:Netsky-P [Wrm], di cui tre più
di una volta.
Fortunatamente sia il sistema antivirus del
provider di cui mi servo, sia quello personale li hanno bloccati.
In ogni caso, l'invio di un messaggio
contenente un virus è sicuramente un atto malevolo, volto a portare un danno
nelle cose (contenuti del computer infettato), nel tempo e nel denaro della persona
o delle persone, che per loro sfortuna sono stati "infettati". Nel
caso di società, il danno materiale può arrivare anche a centinaia, se non a
milioni di euro.
Se, identificandomi come ricevente, si
analizza questa azione, dal lato di chi ha inviato il virus, si possono mettere
in rilievo queste caratteristiche:
- l'inviante non conosce il ricevente;
- l'inviante non ha ragioni psicologiche di
animosità o di vendetta nei confronti del ricevente;
- l'inviante ha trovato l'indirizzo di posta
elettronica del ricevente su internet. Nel mio caso tale indirizzo è pubblico
perché in testa alle pagine-indice dei miei siti <www.stress-cocchi.net>
e "www.reversebrain.net>. Esistono persone o programmi che raccolgono
gli indirizzi e li vendono a buon mercato agli "spammer", tra cui,
evidentemente, c'è anche il nostro inviante;
- l'inviante non desidera far conoscere la
propria identità, e non solo per possibili problemi legali. Usa uno degli
indirizzi della lista delle sue future vittime come inviante presunto. Il mio
indirizzo è stato usato con questa funzione, e ho ricevuto lettere di riceventi
che si sono lamentati di un comportamento maligno falsamente attribuitomi.
Addirittura sono stato il falso inviante di virus indirizzati a me stesso, il
che sta a significare che l'inviante non vuol perdere tempo per ovviare ad una
simile incongruenza;
- con una buona lista di indirizzi
elettronici, variando l'indirizzo del presunto inviante, e il virus
("virus nuovo, vita nuova"), si possono fare decine, se non centinaia,
di milioni di invii.
- se il virus attecchisce, il ricevente
diventa a sua volta, un involontario inviante di tale virus a tutti gli
indirizzi dei suoi corrispondenti, presenti nella memoria del suo computer: una
catena di S. Antonio del danno, e quindi del male.
Da quanto precede si può ragionevolmente
concludere che ci sono persone che vogliono fare del male (in questo caso, a
me), pur non avendo nessuna ragione esterna, di qualsiasi genere, per
giustificazione di questa loro volontà.
Perché ci sono persone
che vogliono fare del male.
Esclusa pertanto una ragione esterna per un
comportamento maligno, la ragione non può essere che interna.
Sarebbe facile dire che si tratta di persone
sadiche, ma il sadismo sembra avere almeno bisogno della presenza e una qualche
conoscenza della vittima, vale a dire implica almeno un rapporto di vicinanza
visuale o uditiva, che permetta di vedere o sentire la paura, o il disappunto
dell'altro o degli altri. In accordo con una visione classica della
psicopatologia, si tratterebbe forse dell'estrinsecarsi di un delirio negativo
di onnipotenza? Può essere, ma questo, di per se, non spiega perché ci sia
questo delirio negativo.
Il giudizio sul bicchiere riempito a metà ci
può dare la prima chiave di accesso al fenomeno della negatività. Così ho
scritto:
"Questo e' il più diffuso e
"sconcertante" esempio di come la medesima cosa, un bicchiere
riempito a meta', come quello qui sotto fotografato, possa essere visto come
"un bicchiere mezzo pieno" da circa l' 80% delle persone, a cui viene
chiesto di dire cosa vedono.
Il restante 20% circa, alla stessa domanda,
risponde di vedere "un bicchiere mezzo vuoto".
Naturalmente non c'è nulla di sconcertante
se si accetta l'ipotesi della presenza dell'engramma opposto, nell'emisfero non
dominante, e della difficoltà della sua soppressione in un certo numero di
persone, che poi non sono poche: circa una su cinque.
In questo caso specifico lo spazio del
bicchiere, come contenitore, viene percepito rispettivamente come "mezzo
pieno" o "mezzo vuoto", confermando come la prevalenza
dell'emisfero opposto possa avvenire, anche in condizioni non patologiche, in
relazione a specifiche aree, o strutture, o funzioni.
La differenza di accento percettivo, come
per il nostro bicchiere, viene poi ribaltata sulla realtà, portando a ritenere
propria dell'oggetto visto, qualcosa che è solo un evento intracerebrale.
Nel nostro esempio non c'è alcuna
connotazione emotiva, specie negativa, cosa che spiegherebbe più facilmente una
prevalenza dell'emisfero non dominante." (Cocchi, 2002).
Prima ancora del ritrovamento di un primo
personale caso clinico, avevo fatto tutta una rassegna di eventi
psicopatologici o non considerati come tali, che potevano essere spiegati solo
con l'intervento di un disturbo della dominanza emisferica (Cocchi 1994).
In una donna, in precedenza diagnosticata
come affetta da una sindrome schizo-affettiva, ritrovai, per la prima volta, il
male come emergenza incontrollata di pensieri cattivi, nei confronti del
figlio, peraltro amato, e di cui non aveva nulla da lamentarsi. Era
interessante, in questo caso, il fatto che la donna riconosceva questi pensieri
come del tutto estranei alla sua personalità. Nonostante ciò, essi erano stati
considerati invece come pensieri deliranti dagli psichiatri che l'avevano avuta
in cura.
Già dal titolo dell'articolo, in questo
caso, suggerii la presenza di disturbi della dominanza emisferica, perché
alcuni sintomi portavano proprio in quella direzione (Cocchi, 1996).
Ormai è un po' una mia abitudine chiedere,
quando ritrovo sintomi di stress e di disturbi della dominanza emisferica
cerebrale, se ci sia una emergenza incontrollata di pensieri cattivi nei
confronti di persone a cui si vuole bene.
Non si tratta di un evento sempre presente.
Tuttavia, ne sto trovando un certo numero, ma non ho ancora fatto una indagine
epidemiologica sistematica. Comunque, se nel primo caso si trattava di una
paziente in trattamento psichiatrico, quello che segue è del tutto diverso.
Nel corso della prima visita di un paziente
con gravi disturbi dell'odorato e del gusto, con sintomi di stress e disturbi
della dominanza emisferica, una mia domanda in tal senso provocò molto stupore.
Riportai esattamente: "Ha sentimenti cattivi, che sente come estranei,
verso persone a cui vuole bene, sintomo che lo sta disturbando da 3 anni, e che
tenta di combattere con il conforto religioso." (Cocchi, 2004).
A differenza dei due casi citati, in cui
l'emergenza di pensieri cattivi veniva sentita come estranea, c'è chi potrebbe
aver avuto solo, o prevalentemente, pensieri cattivi, dalla nascita, o dalla
adolescenza in poi, o a seguito di un grave stress, e di averli accettati come
propria normalità. In queste persone fare del male potrebbe essere una azione
di ricompensa (reward) per il funzionamento di una struttura emotiva negativa
dell'emisfero non dominante.
Ci sono comunque delle differenze che vanno
messe in conto, e non è detto che l'essere sempre oppositivi coincida con il
desiderio (o bisogno?) di fare del male.
"Nelle recenti elezioni europee (in
Italia, nel giugno 2004) i "contro" di sinistra sono stati il 13.1%.
Se aggiungiamo i "contro" di destra (Fiamma Tricolore, e Lista
Mussolini) ce n'è un altro 2.5 %, per cui si va oltre il 15%.
La percentuale di coloro che vedono mezzo
vuoto il bicchiere riempito a metà è circa del 20 %. E si tratta di un giudizio
senza alcuna valenza emotiva. Curioso vero? Si può essere contro senza bisogno
di essere contro una cosa specifica. Se poi c'è un oggetto, che serva a
razionalizzare un giudizio contrario, che inizialmente é non-razionale, tanto
meglio.
Il povero Lyndon Johnson, presidente USA,
disse una volta che qualunque cosa facesse un governante, ci sarebbe sempre
stata una percentuale di persone "contro".
La cultura popolare in Italia sa che il
Bastian Contrario esiste. In Inghilterra si chiama "The contrary
Mary"" (Cocchi, 2004).
Di questo fatto uno può trarre deduzioni
socio-politiche probabilmente non assurde.
Ma oltre ai "contro" come
atteggiamento che potrebbe sembrare un carattere temporaneo o stabile, della
personalità, ci sono altri "contro", e, nella stragrande maggioranza
dei casi, non pericolosi, ma ce ne sono altri in cui l'essere
"contro" viene manipolato e indotto a far del male.
"Perché giovani o vedove di guerra come
terroristi-suicidi nella Jihad dei fondamentalisti islamici?
La percentuale di giovani terroristi-suicidi
o di giovani vedove "di guerra" nella Jihad dei fondamentalisti
islamici é un dato che sorprende.
Se la spiegazione fosse dovuta unicamente al
contenuto del messaggio usato per indottrinare i futuri terroristi-suicidi, si
dovrebbe avere una distribuzione meno squilibrata di essi fra tutta la
popolazione.
La prevalenza di questi due segmenti di
popolazione introduce almeno una variabile che li riguarda. Per i giovani o
giovanissimi di sesso maschile, il futuro paradiso di Allah potrebbe avere
particolari attrattive. Per le giovanissime e per le vedove non sembrerebbe una
motivazione efficiente.
Da scartare anche che si punti su un
effetto-sorpresa, forse valido inizialmente, ma ora non più. Il
"nemico" si aspetta terroristi-suicidi reclutati tra questi gruppi
sociali.
Da escludere inoltre che l'eventuale
compenso in denaro ai familiari, post mortem, possa essere una motivazione così
selettiva.
Più probabile che in questi segmenti sociali
ci sia una maggiore facilità ad accettare una cultura di morte, del resto
pubblicamente ammessa come netta distinzione tra gli islamici fondamentalisti e
gli altri popoli non mussulmani. Questa maggiore facilità potrebbe essere
dovuta a una temporanea inversione di dominanza emisferica, specie emotiva, con
spostamento all'emisfero dx, di per sé più facilitato a contenuti opposti:
odio, morte e così via. (Vedi: www.reversebrain.net)
Nei giovani, di entrambi i sessi, questo può
essere causato da una intossicazione ormonale del cervello dovuta all'eccesso
di ormoni sessuali dell'età giovanile post-puberale. Si pensi a tante fasi
oppositive immotivate, proprie di questa età. [Cocchi, 1994].
Nelle vedove, questo spostamento potrebbe
compiersi per il dolore della perdita del congiunto, e il desiderio di
vendetta. I reclutatori di terroristi-suicidi sembrano ben conoscere questa
facilitazione alla loro opera." (Cocchi, 2004).
E' ormai un luogo comune dire che i
"terroristi-suicidi" sono dei disturbati mentali, ma questa
definizione si limita solo a collocarli nella categoria dello patologico, senza
tentare di andare oltre. Che possano aver un disturbo mentale, è vero anche
nell'ottica di questo articolo, ma qui si tenta di indicarne l'origine nei
disturbi della dominanza emisferica e nell'emergenza del pensiero opposto, in
certi casi del male, come contenuto mentale prevalente e direttiva
comportamentale.
Non è necessario arrivare al
"terrorismo-suicida" come limite estremo, ma questa tendenza
all'opposizione, identificata con il male, o nella cultura cristiana, con il
maligno (Satana), ha trovato ampio terreno di sviluppo nella musica rock o come
scelta individuale di non pochi rockers, o come sfruttamento di un pubblico
predisposto a ciò, o l'uno e l'altro insieme. (Regimbold, 1983; Marzorati,
1993; Marzorati, 1995; Baroni, 1997). C'è da chiedersi se la pratica musicale
molto ritmica, che stimola prevalentemente l'emisfero cerebrale non-dominante,
non costituisca, per queste persone, un circolo vizioso, punto di partenza e
punto di arrivo.
Anche lo sviluppo di sette sataniste, con i
loro parafernalia, il rovesciamento destra-sinistra delle parole, il sesso non
come peccato, ma come comunione e ascesi, la messa per Satana, l'angelo del
male, e il passaggio all'atto con l'omicidio più o meno rituale (Introvigne,
1994) può essere un'altra via di sviluppo socializzato non-razionale di questa
necessità di compenso neuropsicologico (reward) del pensiero negativo maligno.
Se si vuol osservare un aspetto
curioso, la decorazione o la posizione dei fanali anteriori, di ciclomotori,
moto ed auto, da alcuni anni rappresenta degli occhi "cattivi", a
mandorla dall'interno in basso all'esterno in alto, che, se vicini, formano una
V con angolo tagliato in basso.
La scelta, molto diffusa in marche
indipendenti tra di loro, NON è stata casuale e non obbedisce solo ad un
problema di design. Vuole indurre una risonanza emotiva in un pubblico, quello
giovane, che ha maggiore facilità nell'identificarsi con questi particolari,
attribuibili simbolicamente a esseri negativi, maligni. Il male, o qualche suo
simbolo, fa vendere.
Conclusioni.
Premesso che il male esiste, e che la sua
interpretazione simbolica non è compito di questo testo, si può concludere:
- in condizione di prevalenza temporanea
della dominanza emisferica opposta, si può avere l'emergenza di pensieri
cattivi, sentiti come estranei, nei confronti di persone a cui si vuole bene;
- circa il 20% di persone hanno una
prevalenza dell'emisfero non dominante, almeno per certe funzioni;
- stress esterno o interno possono indurre
disturbi della dominanza emisferica, anche in persone che in precedenza avevano
una dominanza emisferica normale;
- il fare del male potrebbe trovare in se la
sua giustificazione come meccanismo di ricompensa (reward) come avviene in
certi spammer di virus informatici;
- non è certo che male e disturbi della
dominanza emisferica siano sempre correlati. Di sicuro lo sono in un certo
numero di casi.
- nelle sette di tipo satanista l'opposto,
che sembra diventare una scelta di tipo ideologico, potrebbe avere alla sua
base una dominanza emisferica inversa, almeno per certe funzioni.
Il suggerire una base neuropsicologica in
certe forme di male è solo un tentativo parziale per una sua migliore
comprensione.
Bibliografia.
Baroni P. I prìncipi del tramonto.
Satanismo, esoterismo e messaggi subliminali nella musica rock. Il Cerchio, Rimini
1997.
Cocchi
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considerations. It. J. Intellect. Impair. 1994, 7: 19-27.
Cocchi
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lntellect. lmpair. 1996, 9: 163-168.
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Cocchi R. Dall' omicidio
"incomprensibile" fino al raptus: mistero o quadro di riferimento
incompleto? Lo Spallanzani, 2003, 17: 82-88. <www.stress-cocchi.net/Speculat6-it.htm>
Cocchi R. Quelli che sono sempre contro.
Agosto 2004. <www.reversebrain.net/News15-it.htm>.
Cocchi R. Perché giovani o vedove di guerra
come terroristi-suicidi nella Jihad dei fondamentalisti islamici? Settembre
2004 <www.reversebrain.net/News16-it.htm>.
Cocchi R. Un terzo caso di anosmia-iperosmia
con ipogeusia, a seguito di stress e possibile infezione virale, migliorata con
una farmacoterapia antistress. (Aggiornato a giugno 2005). Gennaio 2004
<www.stress-cocchi.net/Other7-it.htm>.
Introvigne M. Indagine sul satanismo:
Mondadori, Milano 1994.
Marzorati S. Dizionario dell'horror rock.
SugarCo, Varese 1993.
Marzorati S.: Autostrada per l'inferno. Sperling e Kupfer,
Milano 1995.
Neiman
S:. Evil in Modern Thought: An Alternative History of Philosophy. Princeton University
Press, 2002.
Régimbold J.P.
Le Rock'n'Roll. Viol de la concience par les messages subliminaux, Editions
Saint-Raphaël, Sherbrooke 1983. (Traduzione
italiana: Il rock'n'roll. Violenza della coscienza per mezzo dei messaggi
subliminali. Edizione Uomini Nuovi, Marchirolo, 1987).
Valea E.
The problem of evil in world religions. 1999-2005. On line. Retrieved on September 13, 2005. (Citato con il
permesso dell'autore).
Immesso in internet il 16 settembre 2005. Copyright
by Renato Cocchi, 2005.
Corrispondenza: dr Renato Cocchi, via Rabbeno, 3
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