BRUTTI SOGNI IN ETA' ADULTA COME
POSSIBILE RISULTATO DI UN ECCESSO DI GLUTAMMATO E INVERSIONE DELLA DOMINANZA
EMISFERICA DURANTE IL SONNO.
Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.
Riassunto.
Gli incubi e i brutti sogni sono quasi
certamente due fenomeni diversi. Mentre gli incubi sono prevalentemente
infantili, i brutti sogni si ritrovano in età adulta, in soggetti con stress e
depressione, e spesso con disturbi della dominanza emisferica. Il brutto sogno,
di solito morti, disgrazie, incidenti, raramente induce il risveglio, ma viene
anch'esso facilmente ricordato.
Si ipotizza che la comparsa di brutti
sogni dipenda da un eccesso di glutammato nel sonno da ridotto consumo, e da
maggiore facilità dell'emisfero non dominante, forse più stimolato durante il
sonno, di rievocare contenuti negativi per l'attività onirica.
Parole chiave: Incubo, brutto sogno,
risveglio, stress, depressione, dominanza emisferica, GABAA, GAD, glutammato,
eccesso, consumo.
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Tra incubi e brutti sogni c'è una differenza
che non sempre è chiara. In proposito, nella letteratura italiana e
internazionale, sembra esserci una confusione per cui incubo e brutto sogno
diventano sinonimi (Levin, 1994; Vineth, 2005).
Per quel che è la mia esperienza personale,
si tratta di eventi diversi almeno per epidemiologia e per clinica. Non penso
che i brutti sogni siano solo incubi più leggeri, quindi lo stesso fenomeno
dotato di minore intensità. Mentre non ci sono problemi nella descrizione
dell'incubo, sembrano essercene per l'individuazione del brutto sogno. Con
questo testo tenterò di rendere chiara la natura e la clinica del brutto sogno,
ipotizzandone l'origine in una inversione notturna di dominanza emisferica in
presenza di stress e eccesso di acido glutammico.
Definizioni:
Un incubo è un sogno che interviene durante
la fase REM del sonno, quella che ha un corrispettivo nei movimenti rapidi
dell'occhio. E' accompagnato da forte paura di qualcosa cui non si può
sfuggire, terrore, o ansia molto forte. Esso capita tipicamente nell'ultima
parte della notte producendo di solito il risveglio del dormiente, che può
ricordarne il contenuto. (Vineth, 2005)
Gli incubi tendono ad essere più frequenti
nell'infanzia e si rarefanno nell'età adulta. Tra gli adulti, circa un 50%
avuto qualche incubo, e le donne più degli uomini. Il mangiare prima di andare
a letto, fatto che eleva i metabolismi corporei, può aumentare la frequenza
degli incubi (Vineth, 2005), cosa asserita anche dalla cultura popolare, almeno
in Italia.
Nella eccellente rassegna di Pagel (2000) si
parla solo degli incubi (nightmares). Recentemente Vineth (2005), indica, come
sinonimo di incubo, il brutto sogno. Ora è vero che un incubo è un brutto
sogno, ma, come sarà detto di seguito, non tutti i brutti sogni sono degli
incubi.
I brutti sogni sono invece sogni negativi,
che di solito riguardano morti, disgrazie, incidenti, che non necessariamente
implicano la persona che sta sognando. Hanno minore contenuto emotivo,
raramente determinano il risveglio, ma lasciano una traccia mnemonica, per cui
al mattino possono essere ricordati. Tendono a ripetersi. Dai primi dati su una
ricerca epidemiologica che sto facendo in proposito, sembrano più presenti nel
sesso femminile, anche se in due casi da me pubblicati, gli unici in cui
riferisco la presenza di brutti sogni, i soggetti erano entrambi maschi (Cocchi
2004; Cocchi 2005. Spesso è lo stesso paziente a riferire spontaneamente questo
fenomeno.
Non ricordo che nei casi di questo tipo da
me ritrovati fossero presenti incubi, ora o in passato, ma è un dato che devo
controllare.
Una possibile altra
spiegazione dei brutti sogni,
Per quel che è la mia esperienza clinica, le
persone che fanno brutti sogni sono depresse e in condizioni di stress
primario, che può corrispondere ad una stabile riduzione della inibizione
GABAergica di tipo A. (Havoundjian, Paul, Skolnick 1986; Cocchi, Patrucco,
Zerbi, 1987; Trullas, Havoundjian, Zamir, Paul S, Skolnick P.: 1987, Reddy e
Rogawski, 2002; Mody 2005). La stessa sarebbe dovuta ad una differenza di
conformazione di molti recettori GABAergici di tipo A, diventati perciò
insensibili al GABA intrasinaptico.
La situazione, se non sbloccata con qualche
provvedimento terapeutico, il più facile dei quali è una terapia con farmaci
ben condotta, tende ad automantenersi anche per azione dello stress secondario,
prevalentemente psicologico, indotto dalla stessa depressione (Antelman, 1988).
Un minor consumo di GABA da parte dei
recettori sinaptici determina di conseguenza un eccesso di GABA sul recettore
di tipo B, un blocco della sintesi del GABA per ridotta attività della/e GAD
(decarbossilasi dell'acido glutammico), per cui una maggiore disponibilità di
acido glutammico, proprio perché meno trasformato in GABA (Loescher, 1980;
Cocchi, Patrucco, Zerbi, 1987).
In queste persone ho notato spesso anche
problemi di dominanza emisferica instabile, per quanto sono stato in grado di
valutare, ma il rapporto tra brutti sogni e dominanza emisferica instabile non
è un rapporto di causa ed effetto. In molti casi di dominanza emisferica
instabile non ho trovato la presenza di brutti sogni.
Il parziale blocco delle afferenze
sensoriali, che utilizzano prevalentemente il glutammato, come loro
neurotrasmettitore, induce un aumento del glutammato cerebrale, per suo ridotto
consumo.
Una condizione in cui di per se stesso
l'emisfero sinistro, quello razionale, è meno sollecitato, si ha più facilità a
pescare i contenuti del sogno nell'emisfero cerebrale destro, che memorizzza di
più le emozioni negative. Di qui i brutti sogni, che non sono gli incubi.
Conclusioni.
Gli incubi e i brutti sogni sono quasi certamente
due fenomeni diversi. A differenza degli incubi, prevalentemente infantili, i
brutti sogni si ritrovano in età adulta, in soggetti con stress e depressione,
e spesso con disturbi della dominanza emisferica. Il brutto sogno raramente
induce il risveglio, ma viene facilmente ricordato.
Viene suggerito che la loro comparsa dipenda
da un eccesso di glutammato nel sonno da ridotto turnover, e da maggiore
facilità dell'emisfero non dominante, forse più stimolato durante il sonno, di
rievocare contenuti negativi.
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www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/003209.htm ,
ritrovato il 7 settembre 2005).
Immesso in internet il 15 settembre 2005.
Copyright by Renato Cocchi, 2005.
Corrispondenza: dr Renato Cocchi, via Rabbeno,3
42100 Reggio Emilia
renatococchi@libero.it
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