ALCOLISTI CON PUNTEGGIO < 20 ALLE MATRICI COLORATE DI RAVEN:

ANALISI DEGLI ERRORI

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico

 

Riassunto

L'analisi degli errori delle risposte date da 60 alcolisti cronici, alle Matrici Colorate PM47, di Raven, condotta secondo i criteri utilizzati da Cocchi 1993, ha mostrato che 392 di tali risposte sono raggruppate in maniera significativa sicuramente non casuale (.008 - .0000005).

Classificate secondo 5 categorie, tutte le 392 risposte errate sono rientrate nelle categorie della identita' per contiguita' o metonimia (67.35%); della opposizione (15.05 %); della identita' per similarità o metafora (11.98 %); di confabulazione (4.34 %) e della scelta della prima figura non presente nella tavola test ("prima non presente" = 1.28 %).

Il risultato conferma la possibilita' di utilizzare le risposte errate alle Matrici Progressive di Raven, per mettere in luce i livelli neurofisiopsicologici di arresto delle capacita' cognitive nel "problem solving" negli alcolisti cronici.

 

Testo in inglese

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L'analisi degli errori commessi nella soluzione delle Progressive di Raven sembra essere uno strumento di notevole utilita'. Puo' aggiungere una piu' fine specificazione al punteggio complessivo, che di per se stesso e' sempre un po' grossolano.

La sua utilizzazione per le Matrici Colorate in pazienti dementi (Pola, Cocchi e Zerbi, 1988) o per la Forma I, Rev. 1962, delle PM 47, in studenti universitari (Cocchi, 1993) ha messo in luce innanzitutto che le risposte errate si raggruppano in maniera non casuale. In conseguenza di cio', l'analisi dell'errore nel contesto del problem solving mostra il tipo meccanismo cognitivo utilizzato per produrre quella risposta.

Ho applicato ulteriormente questa analisi ad un gruppo di risposte date da soggetti alcolisti alla Matrici Colorate PM47.

Soggetti, materiale e metodo

Ho scelto per l'indagine le risposte alle Matrici Colorate PM47, date da un gruppo di ricoverati nel reparto di Alcologia della ns. Casa di cura tra il Nov. 1992 e il luglio 1993.

Di ogni soggetto sono stati raccolti sesso ed eta'. La diagnosi di alcolismo e'

stata fatta in accordo con DSM-III,R: 303.00.

Il test delle PM47 faceva parte della indagine neuropsicologica iniziale ed e' stato somministrato nei primi giorni di ricovero, o non appena possibile, nei casi in cui era presente un stato di pre-delirium tremens.

Ho riesaminato le schede delle risposte date alle PM47, sulle quali la testista aveva annotato anche il numero dell'item scelto per la risposta errata. Le risposte esatte alle PM47 possono essere scelte tra 6 risposte possibili, solo una delle quali e' quella giusta. Indicando ogni possibile risposta con un numero da 1 a 6 con una numerazione per righe orizzontali, le risposte errate utilizzano, per ogni matrice, 5 di questi numeri. Il sesto costituisce invece la risposta giusta, ma il suo numero, stabilito nell'ordine appena descritto, varia di matrice in matrice.

Un punteggio totale < 20 ha determinato la scelta delle schede. Sono state scartate le schede in cui le risposte obbedivano ad un evidente meccanismo iterativo, con lunghe sequele di risposte errate aventi il medesimo numero (esempio, per un totale di 25 risposte errate: 2;5;4;5;4;2;1;2;2;1;2;2;2;2;2;2;2;5;2;2;2;2;2;2;5).

Le risposte errate sono state contate e raggruppate per matrice.

Per ogni matrice le relative risposte errate sono state divise per 5 e arrotondate per eccesso. Il risultato ha fornito il numero teorico massimo di risposte casuali per ogni possibile raggruppamento di risposte errate appartenente a quella matrice. In ogni matrice ho sottratto il numero teorico di risposte casuali ad ogni raggruppamento di risposte errate. Ho ottenuto, in questo modo, il numero di risposte errate sicuramente non casuali. Per ogni raggruppamento di risposte errate sicuramente non casuali ho calcolato la probabilita' delle risposte errate, a cominciare da 3 di queste (p = 1/125 = .008), limitandomi a p < .0000006, se il gruppo aveva 9 o piu' risposte.

Ho classificato le risposte errate sicuramente non casuali secondo le 5 categorie messe in luce di recente (Cocchi, 1983), vale a dire identità (per similarità, o metaforica), contiguita' (spaziale, verticale o orizzontale),

opposizione (di forma o di colore), prima risposta non presente, confabulazione (risposta

come identita' costruita con elementi di varia provenienza).

Risultati.

Sessanta schede di punteggio su 63 sono risultate appropriate per l'indagine. Tre sono

state scartate per la presenza di un evidente meccanismo iterativo nella scelta delle risposte.

Le schede rappresentano i risultati alle Matrici Colorate PM47, di 60 pazienti alcolisti (14 F + 46 M; eta' media: 49.85 anni, con DS = 11.70 e ambito: 21-71 anni).

Quattro soggetti non hanno completato il test, fermandosi a matrici diverse, per cui a partire dalla matrice no. 19 mancano da 1 a 4 risposte.

Ho riportato il numero delle risposte errate, suddivise per item, dalla matrice 4A alla matrice 12B nella tabella 1, che comprende anche il numero delle risposte mancanti, il numero totale delle risposte errate, e il numero delle risposte errate sicuramente non casuali (colonne (n)bis).

Di queste ultime, a partire da un gruppo di 3 risposte, ho calcolato la probabilita' di un raggruppamento non casuale.

Nella tabella 2 ho suddiviso le risposte non casuali secondo i 5 meccanismi cognitivi previsti.

Tab. 1: raggruppamenti di risposte errate, come dati alle varie Matrici, e

corretti con sottrazione delle risposte casuali teoriche (con * e' indicata la

risposta giusta).

No. Tab.

Tot. ris.

Numero di risposte errate, come date e corrette

Totale risp. errate

1

1bis

2

2bis

3

3bis

4

4bis

5

5bis

6

6bis

Serie A

4

60

0

 

*

 

5

3+

2

 

0

 

0

 

7

5

60

4

 

5

2

2

 

0

 

0

 

*

 

11

6

60

5

 

11

7&

*

 

1

 

1

 

0

 

18

7

60

8

 

6

 

6

 

19

11S

0

 

*

 

39

8

60

11

4!

*

 

4

 

2

 

2

 

15

8$

34

9

60

*

 

6

 

0

 

3

 

23

15$

6

 

38

10

60

4

 

6

 

*

 

4

 

0

 

27

19S

41

11

60

7

 

9

 

6

 

15

4!

*

 

16

5#

53

12

60

17

9s

7

 

3

 

*

 

3

 

11

3+

41

Serie Ab

1

60

2

 

2

 

1

 

0

 

0

 

0

 

5

2

60

3

 

5

4!

1

 

0

 

*

 

0

 

10

3

60

*

 

4

 

2

 

4

 

2

 

0

 

12

4

60

23

13S

6

 

1

 

17

7&

0

 

*

 

47

5

60

16

5S

*

 

6

 

1

 

9

2

1

 

33

6

60

*

 

24

15S

0

 

7

 

11

2

4

 

46

7

59

4

 

17

9S

*

 

3

 

13

5#

4

 

41

8

59

4

 

21

10S

4

 

*

 

22

11S

1

 

52

9

59

2

 

19

9S

15

5#

1

 

13

3+

*

 

50

10

59

1

 

34

24S

*

 

2

 

1

 

1

 

47

11

59

0

 

28

18S

14

4!

0

 

*

 

6

 

48

12

58

28

17S

*

 

4

 

17

6@

3

 

3

 

55

Serie B

1

57

0

 

2

 

0

 

1

 

0

 

2

 

5

2

57

1

 

9

5#

4

 

2

 

1

 

*

 

17

3

57

*

 

17

12S

1

 

2

 

1

 

2

 

23

4

56

1

 

*

 

3

 

6

2

3

 

5

 

18

5

56

*

 

14

4!

3

 

10

 

20

10S

0

 

47

6

56

13

2

22

11S

*

 

3

 

5

 

10

 

53

7

56

20

10S

17

7&

2

 

2

 

*

 

8

 

49

8

56

10

 

3

 

3

 

17

7&

18

8$

*

 

51

9

56

30

19S

8

 

3

 

*

 

9

 

3

 

53

10

56

20

10S

21

11S

*

 

3

 

1

 

4

 

49

11

56

7

 

21

11S

14

4!

*

 

5

 

2

 

49

12

56

16

5#

12

 

11

 

5

 

*

 

8

 

52

p: + = .008; ! <.002; # <.0004; @ <.00007; & <.00002; $ <.000003; S <.0000005

Come si puo' vedere dalla tabella 1 ci sono ben 43 gruppi di risposte con probabilita' casuale inferiore allo .05. La probabilita' di avere per caso 24 risposte uguali (serie AB, matrice 10, risposta 2) e' < 1 / 10^22, un numero spaventosamente piccolo.

Tab. 2: catalogazione delle risposte secondo i meccanismi cognitivi ipotizzati.

No. tavola + no. risposta

 

 

 

 

Prima non presente

Similarità

Contiguità

Opposiione

Confabulazione

4A.3

3

 

 

 

 

6A.2

 

 

7

 

 

7A.4

11

 

 

 

 

8A.1

4

 

 

 

 

8A.6

8

 

 

 

 

9A.5

 

 

15

 

 

10A.6

 

 

19

 

 

11A.4

 

 

4

 

 

11A.6

5

 

 

 

 

12A.1

 

9

 

 

 

12A.6

 

3

 

 

 

 

2Ab.2

4

 

 

 

 

4Ab.1

 

13

 

 

 

4Ab.4

7

 

 

 

 

5Ab.1

 

 

9

 

 

6Ab.2

 

15

 

 

 

7Ab,2

 

9

 

 

 

7AB.5

 

5

 

 

 

8Ab.2

 

10

 

 

 

8Ab.5

 

11

 

 

 

9Ab.2

 

 

 

9

 

9Ab.3

 

5

 

 

 

9Ab.5

 

3

 

 

 

10Ab.2

 

24

 

 

 

11AB.2

 

18

 

 

 

11Ab.3

 

 

4

 

 

12Ab.1

 

17

 

 

 

12Ab.4

 

6

 

 

 

 

2B.2

5

 

 

 

 

3B.2

 

12

 

 

 

5B.2

 

4

 

 

 

5B.5

 

10

 

 

 

6B.2

 

11

 

 

 

7B.1

 

10

 

 

 

7B.2

 

7

 

 

 

8B.4

 

7

 

 

 

8B.5

 

 

 

8

 

9B.1

 

19

 

 

 

10B.1

 

10

 

 

 

10B.2

 

11

 

 

 

11B.2

 

11

 

 

 

11B.3

 

4

 

 

 

12B.1

 

 

 

 

5

Totali

47 = 11.98%

264 = 67.35%

59 = 15.05%

17 = 4.34%

5 = 1.28%

Come si puo' vedere, tutte le 392 risposte sicuramente non casuali sono state distribuite tra i 5 meccanismi cognitivi previsti.

Discussione

Le categorie utilizzate nella possibile classificazione degli errori derivano dalla precedente ricerca (Cocchi, 1993), in cui erano state ipotizzate in numero superiore.

Attualmente con 5 categorie si sono potute classificare tutte le risposte errate.

Come gia' detto nella ricerca precedente (Cocchi, 1993), con "Confabulazione" si intende quella categoria di risposte in cui si accumulano elementi disparati, non rispondenti ne' alla "logica" della similarità, ne' a quella della contiguita'.

E' una categoria non sempre facile da individuare, e alcune risposte potrebbero essere una estensione delle risposte di similarita' (metaforiche) .

"Prima non presente" e' la classificazione delle risposte dovute ad una strategia semi-intelligente che porta a scegliere tra le le 6 possibili, quella non e' presente nella tavola.

Purtroppo, come avevamo gia rilevato (Cocchi, Pola e Zerbi, 1988), nelle Matrici Colorate PM47, le scelte di questo tipo alle tavole 2 e 5 della serie A, 6 e 12 della serie Ab; 6 e 10 della serie B sono anche le risposte esatte.

Ne consegue che un certo numero di risposte esatte a queste tavole potrebbe essere dovuto alla messa in opera di questa strategia, peraltro ritrovata solo nel 1.28 % delle risposte errate.

I risultati hanno mostrato la conferma di quanto ritrovato nella ricerca precedente. Le 5 categorie sono bastate per classificare tutte le 392 risposte errate sicuramente non casuali.

Quello che e' ancora piu' rilevante e' che tali risposte sono, nell'ordine, dovute ad errori per contiguita', opposizione, similarità, confabulazione, e "prima non presente".

Rispetto al campione di studenti universitari della ricerca precedente, mentre la contiguita' e la "prima non presente" si trovano esattamente nello stesso ordine, e le altre 3 categorie erano invece, dal secondo al quarto posto, similarità, confabulazione, opposizione.

Per una analisi del valore informativo delle risposte sui meccanismi cerebrali posti in atto per questo compito di "problem solving" ancora una volta dobbiamo riferirci alla ricerca precedente (Cocchi, 1993).

Il fatto che siano state date da individui il cui cervello e' stato cronicamente sottoposto ad intossicazione alcolica ha sicuramente un preciso ignificato.

Consideriamo a parte la categoria della "prima non presente", basata su un

elementare calcolo di probabilita' - una figura non presente in alto ha piu' probabilita' di essere quella giusta -, calcolo che, del resto, e' perfettamente legittimo per questa serie di tavole.

Di fatto in questi pazienti e' una categoria meno utilizzata, rispetto a quanto avevano fatto gli studenti universitari (Cocchi, 1993) o i soggetti dementi, per altro sottoposti a test con le medesime Matrici Colorate PM47 (Cocchi, Pola e Zerbi, 1988).

Cio' fa supporre che l'intossicazione alcolica agisca in maniera differenziale sia per il confronto con soggetti normali che con dementi.

Per le categorie di identita' e contiguita', si deve riprendere ed approfondire una spiegazione gia' prospettata con ottimi argomenti da Jacobson e Halle 1956 e Jacobson 1963, e ripresa da Cocchi (1982), che ne individuava il fondamento neuropsicofisiologico in Pribram, 1976.

Il cervello umano, ma quasi certamente anche quello animale, tende a fare similarità o identita' parziali (metafore) e identita' per contiguita' (metonimie) anche al di fuori dell'ambito del linguaggio verbale.

Ancora una volta il meccanismo attuato con maggiore frequenza e' quello della contiguita', come era avvenuto per gli studenti universitari (Cocchi, 1993) e per i pazienti dementi, in cui le risposte erano pero' classificate come "ripetitivita' orizzontale" e "ripetitivita' verticale" (Pola, Cocchi e Zerbi, 1988).

Le risposte di similarita', invece, sono qui al terzo posto, rispetto al numero che ne avevano dati gli studenti universitari (Cocchi, 1993).

Il confronto con i soggetti dementi non e' qui possibile, perche' le risposte erano state classificate con un criterio diverso.

Per quanto riguarda il meccanismo dell'opposizione, gia' Cocchi et al., 1986 lo avevano discusso, al momento della prima presentazione in letteratura di un caso di mirror speaking insorto dopo una operazione di chirurgia cerebrale. Puo' essere interessante ricordare che questo meccanismo poteva comparire in seguito ad intossicazione cerebrale (Cocchi et al., 1986) e puo' essere un fatto non casuale che esso balzi al secondo posto in un gruppo di soggetti intossicati cronicamente da alcool.

Inoltre, quella che abbiamo definita come "confabulazione", e' la costruzione di una affermazione con elementi disparati, non inquadrabili nella "paleologica" (secondo l'accezione di von Domarus, 1944) della similarità, della contiguita' o della opposizione.

Il criterio di inclusione in questa categoria e' stata la scelta di elementi non immediatamente vicini per costruire la risposta errata. Questo meccanismo e' stato ritrovato al quarto posto, mentre era al terzo posto nella ricerca sui soggetti universitari (Cocchi, 1993).

Conclusioni.

L'analisi degli errori delle risposte date da 60 alcolisti cronici alle Matrici Colorate PM47, di Raven, all'ingresso in clinica, per un periodo di disintossicazione-disassuefazione, ha posto in luce che 392 risposte errate, sono raggruppate in modo sicuramente non casuale. Utilizzando 5 possibili categorie per classificarle, tutte sono rientrate in almeno una di quelle.

La categoria della contiguita' e' quella che assomma il maggior numero di risposte, seguita nell'ordine da quelle della opposizione, della similarita', della confabulazione e della "prima non presente".

Il risultato costituisce una ulteriore conferma della possibilita' di utilizzare le risposte errate alle Matrici Progressive di Raven, per mettere in luce i livelli neurofisiopsicologici di arresto delle capacita' cognitive nel "problem solving", in soggetti patologici, nel nostro caso nella intossicazione alcolica cronica.

Bibliografia.

Anastasi A.: Psychological testing. MacMillan, New York,1960 (trad.ital. I test psicologici. Angeli, Milano 1967).

Campbell D.T.: A tipology of test, projective and otherwise. J.Consult. Psychol. 1957, 21: 206-212.

Cocchi R.: Meccanismi "logici" nella acquisizione del linguaggio verbale: Una ipotesi esplicativa neurofisiologica degli ipercorrettismi. Riv. Neurobiol. 1982, 28: 162-190.

Cocchi R.: Analisi delle risposte errate, date alle PM47 di Raven, Rev. 1962, Forma I, da un campione di studenti universitari. Riv. It. Disturbo Intellet. 1993, 6: 83-90.

Cocchi R., Pola A., Sellerini M., Tosca P., Zerbi F.: Mirror speaking after neurosurgery. Case history. Acta Neurol. Belg. 1986, 86: 224-232.

Jacobson R.: Essais de linguistique generale. Editions de Minuit, Paris 1963 (trad. ital.: Saggi di liguistica generale. Feltrinelli, Milano 1966).

Jacobson R., Halle M.: Fundamentals of Language. Mouton, Den Haag, 1956.

Pola A., Cocchi R., Zerbi F.: Progressive Matrices PM 47 in demented inpatients: qualitative analysis of mistakes and problem solving strategies. It. J. Intellect. Impair. 1988, 1: 111-118.

Pribram K.H.: Languages of the brain. Experimental paradoxes and principles in neuropsychology. Prentice-Hall, Englewood Cliff, 1971 (trad. ital.: I linguaggi del cervello. Angeli, Milano 1976).

Von Domarus E.: The specific laws of logic in schizophrenia. In: Kasanin J. S. (ed): Language and thought in schizophrenia: Collected papers. University of California Press, Berkeley, 1944.

 

Stampato su Riv. It. Disturbo. Intellet. 1993, 6: 269-275

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia (Italy)

renatococchi@aliceposta.it