UN NUOVO CASO DI DOMINANZA EMISFERICA FLUTTUANTE IN UN GIOVANE ADULTO DI 22 ANNI (aggiornato con i risultati della farmacoterapia).

 

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

Riassunto.

Viene riportato il caso di un giovane di 22 anni con problemi di dominanza emisferica fluttuante. Percepiti dal paziente, che li ha descritti come fatti anormali, erano il pensiero parassitario, i contenuti opposti, le emozioni negative e l'insorgenza di pensieri cattivi nei confronti di persone amate. Presenti anche ansia, depressione e paura di diventare pazzo. I sintomi di stress non erano molti e complessivamente poco significativi.

Parole chiave: Dominanza emisferica, pensiero parassitario, contenuti opposti, emozioni negative, ansia, depressione, stress, psicosi.

 

Testo in inglese

Casi clinici

Reversebrain

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E' capitato alla mia osservazione un nuovo caso di dominanza emisferica fluttuante. Il fatto stava accadendo in un giovane di 22 anni, perfettamente consapevole che quanto avveniva non rappresentava la sua normalità. Di questo caso, per certi aspetti singolare e rivelatore, si é voluto dare qui un resoconto.

 

Il caso.

Maschio di 22 anni, con 8 anni di scolarità, carpentiere, fidanzato. Non sta assumendo alcuna terapia. Esiste una depressività familiare dalla parte paterna. Ha avuto problemi di parto. E' sempre stato un po' riservato. Non fa sport. Ha avuto qualche abuso alcolico pesante, ma dall'ultimo episodio non ha più bevuto.

28.04. 2004: Ha momenti della giornata in cui ha ansia, molta paura, ha pensiero parassitario (non sempre presente). I momenti di crisi sono al mattino.

Al test: Qual'è il contrario di Rosso? Risponde Bianco. Nega di essere un Bastian Contrario. Ha pensieri cattivi nei confronti di persone cui vuole bene. Durante i momenti di paura, gli viene da piangere come reazione a qualcosa che sente estraneo. A scuola andava meglio in matematica. Ha bisogno di contare delle cose, senza che ciò sia necessario. Talvolta cefalea bitemporale, pulsante.

Molto emotivo per contenuti uditivi, e ci ripensa. Ha ripetizione mentale ossessiva di canzoni, che tende a canticchiare per farle smettere. Se sta male, ricorre di più al sesso. Gli verrebbe da urlare, ma si trattiene. Ha pensato di buttarsi giù dai ponteggi del cantiere. Riesce a star meglio se guida l'auto o gioca a carte (briscola).

Si addormenta bene, ma ha risvegli dopo 4-5 ore di sonno. Non parla nel sonno, attualmente non bruxismo notturno, che aveva in passato. Ha serrato dentale giornaliero. Non brutti sogni, non crampi notturni, ma ne ha di giorno in piscina. Sbava nel sonno. Non si alza stanco, ma svogliato. Non sensazioni mattutine di nausea o conati di vomito. Fa colazione subito. Non goloso di dolci, normale appetitività per il brodo, non mangia latte e derivati. Sopporta male rumore e confusione.

Non dislalie, non sensazioni di sbandamento, non sensazioni di svenimento. Sta meglio verso sera. Si mangia le unghie. Ha capelli secchi. Iperidrosi palmare e ascellare. Soffre di più il freddo. Non tachicardie. Oppressione mediastinica e bolo esofageo. Non coliche e diarree, ma alvo regolare. Non pollachiuria. Ha astenie improvvise. Ho giornate di pallore con le occhiaie.

Aveva scritto personalmente alcuni appunti, da me letti a fine visita, e riportati qui, con la correzione fra parentesi quadre, di passaggi tendenzialmente dialettali.

"La mia testa continua a pensare, ma il mio pensare va sempre a finire nelle paure, ad esempio, di diventare matto o di fare qualche stupidaggine. E' come se ci fosse qualcuno che mi impone di far ciò. In fondo io mi dico di non farlo perché non lo voglio fare. A volte i miei pensieri, che sono il 70 % dei pensieri del mio giorno mi si incavallano [si sovrappongono] perché ne ho tantissimi e mi viene una infelicità assurda che mi scende nello stomaco e facendomi dei complessi che non guarisco più [e ho paura di non guarire più]. Quando penso a qualche cosa di bello non riesco ad essere felice, anzi mi viene un'infelicità assurda che [mentre], quando stavo bene, ero superfelice sempre con quel [medesimo] pensiero.

Poi, quando sto male, che [e] penso, muovo anche la bocca senza parlare, e mi creo dei discorsi che posso fare con lei [potrei fare con la bocca], ma dandomi delle risposte [per risposta] che non guarirò mai.

Altre volte non riesco a controllare le mie sensazioni, e questo mi spaventa poi [salta fuori] una mia paura di aver avanti [che dovrò avere] una lunga agonia e di perdere [e che perderò] tutto.

Le parole che dicono le altre persone mi turbano molto e non vorrei sentirle, e penso anche quello [a ciò] che possano [potrebbero] dire su di me. Un'altra cosa che mi turba molto, quando sto male, sono tutte quelle cose che ho visto quando mia sorella [stava male] e che lei faceva. La mia paura é che le faccia [possa fare] anch'io.

Quando mi sveglio al mattino, mi sveglio molto agitato e ansioso, anche perché mi sveglio sempre prima che mia mamma mi chiami, per cui resto [mi sento] molto pauroso e mi dico: Cosa ho? Sono malato? Poi, per far sì che sto bene [di stare bene], quando comincio a pensare devo smettere subito, perché altrimenti penso sempre più male e se anche smetto di pensare, mi sembra di lasciare qualcosa di incompleto. Ma io mi faccio forza per non completare il mio pensiero.

Sono andato a Genova, guardavo le persone in faccia e mi sembrava di conoscerne alcune, poi alla fine mi accorgevo che sbagliavo. Ho paura che siano qualche sintomo di [dei sintomi di uno che sta per] diventare pazzo e mi passa [perdo] la fiducia in me [stesso].

Ero in mezzo alla gente e ogni tanto mi veniva in mente di fare qualche stupidata come, ad esempio, urlare o buttarmi in acqua ma non riesco a capire se [queste cose] mi passavano per la testa per far sì [per fare in modo] di farmi vedere che sto male, o perché sono sclerato [indementito]. Mi viene il dubbio che i pensieri li avevo anche prima che [quando] stavo bene e ho paure che mi restino per sempre.

Quando sto facendo un'azione é come se il mio cervello me la devia e me la fa fare sbagliata, insensata, ma poi io la faccio giusta perché é così che va fatta e questo mi spaventa. Sono pieno di mille paure."

Terapia di prova (a dosi giornaliere, per via orale): L-glutammina 125 mg; Piridossin 75 mg; Clorimipramina 10 mg; Carbamazepina 200 mg; Bromazepam 0.6 mg.

 

Seconda decade di giugno 2004, primo controllo.

E' più sereno e ha una faccia meno tesa. Dice che si sente molto meglio. Dorme bene. Il lavoro gli sembra meno pesante e si applica con più costanza. I "cattivi pensieri" sono molto diminuiti, ma ha qualche momento depressivo, e non ha smesso di mangiarsi le unghie.Hon ha più avuto il bisogno di contare oggetti senza ragione. La cefalea pulsante è scomparsa. Sopporta meglio il rumore. Il serrato dentale è scomparso.

Non gli girano più involontariamente nel cervello, senza pausa, delle canzoni. Ha smesso di andare in piscina, per cui non sa se avrebbe avuto crampi muscolari, e lo stesso è avvenuto per la perdita notturna di saliva. In questo periodo tende a mangiare più cioccolata. Non è variata l'appetitività per il latte e i derivati. Sopporta meglio la confusione, ma un po' meno il rumore.

Verso sera si sente meglio, ma non va male anche durante il giorno. Suda come prima. Non ha più oppressione mediastinica e nodo alla gola. Le astenie improvvise non si sono più ripetute. Non si sono più visti giorni di pallore con le occhiaie. Non ha più avuto la necessità di urlare. Qualche volta gli viene ancora da piangere. Non ha più avuto sensazioni di estraneità.

Le idee di morte lo hanno abbandonato. Ora non ha più bisogno di tirarsi su, girando in automobile o giocando a briscola. Il momento peggiore della giornata capita sempre al mattino, sia pur più attenuato che prima. Il carattere non si è modificato. La sua attività sessuale che usava come compenso, si è ridotta. Ha recuperato il suo peso-forma, mentre era un poì magro.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 250 mg; Clorimipramina 20 mg.

 

Terza decade di settembre 2004: secondo controllo.

Non ha aumentato la glutammina e la clorimipramina perché gli davano disturbi, per cui è tornato alle dosi precedenti.

Nel frattempo è comunque migliorato. Gli capitano ancora idee depressive. Non ha più avuto "cattivi pensieri" contro persone peraltro amate. Il lavoro va bene. Se gli vengono i "cattivi pensieri" questo non capita mai durante il lavoro, ma nell'intervallo. Anche il rapporto con la famiglia è migliorato e sta riacquistando il carattere che aveva prima di star male. Con la ragazza va tutto bene, anche con i genitori di lei.

Sua madre ha avuto ipertensione durante la gravidanza di lui, e probabilmente il feto ne ha sofferto. E' nato da parto cesareo, per rottura prematura delle acque. Nel primo anno di vita mangiava e dormiva bene, ma era sempre pallido. Prendeva facilmente malattie da raffreddamento. L'intestino andava bene, ma con feci tendenzialmente lente. Ha avuto un episodio ipertonico, senza ragione apparente, circa al terzo mese di vita.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Carbamazepina 300 mg; Bromazepam 1 mg.

 

Terza decade di gennaio 2005, terzo controllo.

Va bene. Al mattino ha più pensieri, ma se ne vanno prima di mezzogiorno. Il pensiero parassitario comincia al risveglio. Non c'è stata variazione nei capelli, ma la barba cresce molto più in fretta. E' sempre un po' sensibile. Ora sta bene anche nel fine settimana, quando non lavora.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Sospeso il bromazepam si prescrive lorazepam 1 mg

 

Seconda decade si luglio 2005, quarto controllo. Nel febbraio scorso ha fatto l'EEG, con referto di una decelerazione complessiva del ritmo alfa, a 8 c/s e presenza di theta a 7 c/s, più evidente a destra.

Da sei mesi ha avuto solo un brutto sogno ed è più sereno La sua attività sessuale è più regolare, l'aèèetito è buono. Anche al mattino ha pochi pensieri parassitari. Dice che i capelli sono diventati più ispidi (più spessi).

Nessuna variazione della terapia.

 

Terza decade del luglio 2006, quinto controllo.

Nell'EEG c'è un rallentamento evidente dei ritmi cerebrali, in entrambe le aree temporo-occipitali. Sta soffrendo il caldo estivo, che quest'anno è piuttosto intenso.

Chiesto in proposito, dice che ha sempre preso la terapia prescritta [???]. Quando ha dimenticato la presa della sera, di notte ha sognato molto, anche brutti sogni, che ricordava al mattino.

Si sente un po' ansioso, e sono ricominciati i pensieri parassitari. Tende molto a reagire con irritabilità. L'e idee di morte sono del tutto scomparse. E' un po' ingrassato. In vacanza, dopo poco tempo si sente peggio. L'intestino funziona in modo regolare, mentre in passato aveva stitichezza spastica con alitosi.

Ha osservato che se parla, è più consapevole di quel che sta dicendo [Migliorato il feedback tra linguaggio e cervello?]. In questo periodo si mangia molto le unghie. Al ritorno da mare ha avuto qualche momento depressivo. Solo questa volta ammette che, in passato, quando stava molto peggio, ha pensato e avuto paura di diventare omosessuale.

Aggiustamento terapeutico (a dosi giornaliere, per via orale): Lorezepam 1.5 mg; Carbamazepina 400 mg; Chlorimipramina 20m g; Glutammina 125 mg; Piridossina 75mg.

 

 …… 2007, sesto controllo.

Discussione.

Naturalmente, come ho scritto in precedenza, la dominanza emisferica fluttuante non implica mai l'intero emisfero non dominante, ma alcune sue funzioni, specie quelle emotive.

Il caso qui presentato é di notevole interesse non solo per le sue caratteristiche rilevate alla prima visita, ma perché il giovane aveva preparato degli appunti che dimostrano una notevole introspezione.

Possiamo ora elencare quanto già individuato dallo stesso paziente:

Pensiero parassitario:

- "La mia testa continua a pensare,..."

- " Mi viene il dubbio che i pensieri li avevo anche prima che [quando] stavo bene ..."

- "A volte i miei pensieri, che sono il 70 % dei pensieri del mio giorno mi si incavallano [ si sovrappongono] perché ne ho tantissimi ...."

Contenuti in contrario:

- "... ma il mio pensare va sempre a finire nelle paure, ad esempio, di diventare matto o di fare qualche stupidaggine."

- "E' come se ci fosse qualcuno che mi impone di far ciò. In fondo io mi dico di non farlo perché non lo voglio fare."

- "... mi viene un'infelicità assurda che [mentre], quando stavo bene, ero superfelice sempre con quel [medesimo] pensiero."

- "... quando comincio a pensare devo smettere subito, perché altrimenti penso sempre più male e se anche smetto di pensare, mi sembra di lasciare qualcosa di incompleto."

- "Ero in mezzo alla gente e ogni tanto mi veniva in mente di fare qualche stupidata come, ad esempio, urlare o buttarmi in acqua .."

- "Quando sto facendo un'azione é come se il mio cervello me la devia e me la fa fare sbagliata, insensata, ..."

Sentimenti negativi:

- mi viene una infelicità assurda che mi scende nello stomaco e facendomi dei complessi che non guarisco più [e ho paura di non guarire più].

- Quando penso a qualche cosa di bello non riesco ad essere felice, anzi mi viene un'infelicità assurda ...

- ... e questo mi spaventa poi [salta fuori] una mia paura di aver avanti [che dovrò avere] una lunga agonia e di perdere [e che perderò] tutto.

- Le parole che dicono le altre persone mi turbano molto e non vorrei sentirle, e penso anche quello [a ciò] che possano [potrebbero] dire su di me.

- Ho paura che siano qualche sintomo di [dei sintomi di uno che sta per] diventare pazzo e mi passa [perdo] la fiducia in me [stesso].

Se mai ci fosse stato il dubbio che, nei casi precedenti da me descritti (Cocchi, 1996; 1998; 2001; 2002a; 2002b; 2002c; 2002d; 2003) io avessi un po' forzato l'interpretazione dei sintomi di cui i pazienti si lamentavano, questa volta si può essere più sicuri. E' lo stesso paziente che descrive esattamente il suo stato di malessere e la paura di diventare pazzo, oltre che i contenuti in contrario dei suoi pensieri, o dei suoi sentimenti.

Anche la risposta depressiva al test "Qual'é il contrario di Rosso?" che doveva essere "Nero" è stata rovesciata nell'opposto, che è Bianco. Solo a seguito di una precisa domanda ha ammesso di avere pensieri cattivi nei confronti di persone cui vuole bene. Nel suo scritto non é riuscito ad esplicitare questa situazione, fonte di molta ansia ("paura") anche se essa può essere intravista.

La depressione, chiaramente presente, anche con idee di suicidio, può avere una tripla origine, essendo la via finale comune: i. familiarità; ii. da parto con complicazioni; iii. come reazione secondaria alla sua condizione attuale, confrontata con quella della sorella che ha sofferto di una forma psicotica.

Nella sua "carriera" di disturbato mentale ha appreso a mettere in atto dei meccanismi di consumo o di compenso che funzionano modestamente. Tali sono il mangiarsi le unghie, e il bisogno di urlare (che non mette in atto), il canticchiare per interrompere il motivo musicale che si ripete in testa, il bisogno di contare, l'aumento dell'attività sessuale, il guidare l'auto o il giocare a briscola.

Della funzione di compenso, volgarmente detta "di scarico", di alcuni di questi sintomi il paziente é perfettamente consapevole.

Un altro elemento differenziante è che i sintomi di stress, almeno da come a me noti, sono modesti e senza caratteri particolari. Sono: risvegli dopo 4-5 ore di sonno, serrato dentale giornaliero, perdere saliva durante il sonno, sopportare male rumore e confusione, oppressione mediastinica e bolo esofageo, comparsa di astenie improvvise.

I sintomi depressivi, di cui ho scritto più in alto, sono meglio caratterizzati, ma anch'essi, a parte il pianto per la paura di diventare pazzo, non sono molto specifici.

 

 Conclusioni.

La descrizione di questo nuovo caso apporta significativi elementi di sostegno alla tesi della possibilità di una dominanza emisferica fluttuante per contenuti emotivi, ma non solo per quelli. C'è da chiedersi che rapporti ci siano tra sintomi di questo tipo e una qualche evoluzione psicotica, che, a questo punto, potrebbe anche essere vista come un meccanismo di difesa volto a salvare il salvabile.

Il limitare la vita mentale mediante il blocco dei meccanismi di critica e di giudizio, e quindi l' attestarsi ad un livello di funzionamento mentale meno evoluto, potrebbe essere appunto qualcosa di questo tipo.

 L'EEG ha confermato un rallentamento dei ritmi cerebrali, nelle zone temporo-occipitali, con un prevalenza, da me osservata, nell'emisfero di destra.

Le terapie antiepilettica, antistress e antidepressiva hanno dato risultati molto positivi, ma, per ora, a causa delle piccole regressioni, non ho potuto ancora capire quali sono le loro dosi ottimali.

 

Bibliografia.

Cocchi R.: Pensiero emotivo opposto involontario in una donna con sindrome schizoaffettiva cronica. Una dominanza emisferica inversa e stabilizzata di una funzione specifica? Riv. It. Disturbo Intellet. 1996, 9: 231-237. <www.reversebrain.net/index-it.htm/Case1-it.htm>.

Cocchi R.: Dominanza dell'emisfero opposto per funzioni specifiche? Un altro caso in una bambina Down in terapia con farmaci. Riv. It. Disturbo Intellet. 1998. 11: 199-204. <www.reversebrain.net/index-it.htm/case2-it.htm>.

Cocchi R.: Temporanea dominanza inversa per alcune funzioni cerebrali in un uomo di 46 anni. Febbraio 2001,<www.reversebrain.net/index-it.htm/Case3-it.htm>.

Cocchi R.: Una bambina con sindrome di Smith-Magenis e possibile dominanza inversa. Aprile 2002a,<www.reversebrain.net/index-it.htm/Case4-it.htm>.

Cocchi R.: Tre soggetti giovani con problemi di dominanza cerebrale inversa. Gennaio 2002b,<www.reversebrain.net/index-it.htm/Case5-it.htm>.

Cocchi R.: Un bambino di 8 anni con probabili problemi di dominanza cerebrale inversa. Aprile 2002c,<www.reversebrain.net/index-it.htm/Case6-it.htm>.

Cocchi R.: La strana evoluzione dopo terapia con farmaci di un soggetto con comportamenti in contrario e sindrome da deficit dell'attenzione con ipercinesia Novembre 2002d, <www.reversebrain.net/index-it.htm/Case7-it.htm>.

Cocchi R.: Disturbi della dominanza emisferica, in tre studenti universitari con blocco dello studio. Ottobre 2003, <www.reversebrain.net/index-it.htm/Cases8-it.htm>.

 

Immesso in Internet il 09 luglio 2004. Copyright by Renato Cocchi, 2004.

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia (Italy).

renatococchi@libero.it  

 

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