IMPROVVISI BREVI EPISODI DI COLORAZIONE
VERDE DELL'INTERO CAMPO VISIVO, PERSISTENTI DOPO SEI MESI DA UN TRAUMA CRANICO
Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico.
Riassunto.
In una donna di 59 anni,
destrimane, con cultura universitaria, a seguito di un trauma cranico
occipitale non commotivo, sono comparsi brevissimi episodi di colorazione verde
dell'intero campo visivo, che continuano a ripetersi dopo 6 mesi dal trauma. Il
fenomeno è di tipo accessuale, ed ha rapporti con lo stress. Esso è stato
attribuito ad un disturbo di dominanza emisferica in una zona precisa della
corteccia occipitale, dove vengono elaborati gli stimoli di colore e/o i loro
opposti. E' stato interpretato come un "equivalente epilettico".
Key words: Rosso, verde, colori opposti,
trauma cranico, stress, PTSD, colorazione verde, campo visivo, fenomeno
accessuale, GABA, glutammato ,epilessia
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E' capitato quello che un ricercatore spera
sempre che gli capiti. L'aver cominciato ad occuparmi di un campo di indagine,
- in questo caso del rapporto tra il colore rosso e il colore verde a livello
di emisferi cerebrali -, e poi mi sono visto arrivare, inaspettato, il caso
clinico di conferma che alcune ipotesi erano corrette.
Non vorrei che si pensasse ad un mio attribuirmi
inesistenti meriti retroattivi. Nella prima pagina di questo sito sono
disegnati due emisferi cerebrali, uno rosso a sinistra, e il verde a destra. La
pagina è stata immessa in Internet nel gennaio 2000. Il caso è stato visto per
la prima volta nel marzo del 2004 a 8 giorni di distanza da un trauma cranico.
Per quanto ho potuto controllare, non esiste in letteratura la descrizione di
un caso simile.
Il caso.
F, di 59 anni, psicologa e perito grafologo
dei tribunali. Sposata, con due figli ormai adulti.
La paziente ebbe un incidente il 14 marzo
2004, verso le ore 14, a causa dell'ascensore di casa non arrivato
perfettamente a livello del piano. Non accortasi dello scalino e non
prevedendolo, aveva battuto la regione occipitale del cranio, il ginocchio dx e
spalla, gomito e polso dx.
Al dipartimento di emergenza dell'ospedale
cittadino venne vista come collaborante, cosciente ma rallentata, orientata nel
tempo e nello spazio, con pupille isocoriche, isoclicliche, fotoreagenti
bilateralmente, senza segni neurologici focali e le fu attribuito un punteggio
di 15 al alla scala di Glasgow. Lamentava cefalea.
Tac encefalo e TAC al rachide cervicale
risultarono negativi. Nulla fu rilevato al polso e al ginocchio dx.
Inviata al reparto di neurochirurgia per
osservazione, all'ingresso era sonnolenta e cefalalgica. Ebbe una ulteriore TAC
encefalo, con mezzo di contrasto, risultata negativa. Anche la Tac al rachide
cervicale risultò negativa.
Dimessa in data 16.03.2004, con cefalea in
miglioramento. Durante il ricovero non fu ritenuto opportuno fare un esame EEG.
22 marzo 2004. Visita neuropsichiatrica
ambulatoriale a distanza di 8 giorni dal trauma cranico. Risulta che dopo
l'incidente, mentre era a letto, in casa propria, ebbe una perdita di coscienza
della durata di 3-5 minuti, ciò che spinse un familiare a farla portare subito
al pronto soccorso, e di qui nel reparto di neurochirurgia, in cui stette per 3
giorni lamentando sonnolenza, astenia e cefalea. Riferisce che il mattino dopo
il ricovero ebbe la sensazione di campo visivo verde, sia ad occhi chiusi che
appena aperti.
A casa, negli ultimi 5 giorni, ha notato
problemi di confusione linguistica (non capiva inizialmente i discorsi), e
continua tendenza ad addormentarsi. Presente cefalea nucale, non da artrosi
cervicale, più intensa verso sera. Fa fatica a mantenere strutturati i
riferimenti temporali. Si sente un po' istupidita, con difficoltà nella memoria
a breve termine, difficoltà a rievocare i numeri telefonici usuali, ben
ricordati fino al trauma. Ha sentimenti ingiustificati di paura. Le vien da
piangere senza ragione. Fame bulimica, sia per cose dolci che salate. Non ha
avvertito modifiche all'evacuazione, ma è diventata maggiormente pollachiurica,
per cui deve recarsi in bagno al massimo entro due ore. Sono aumentate le
dislalie. Fa fatica a scrivere al computer ma non è dislessica. Attualmente ha
un deficit di concentrazione. Ha l'impressione di aver la testa ovattata
("piena di bambagia"). Sostiene di aver avuto un calo di udito (?).
Dice di aver perso la capacità, sempre avuta, di cogliere immediatamente il
"punto critico". E' diventata abulica (era una iperattiva). Non
emergenza di pensieri o sentimenti cattivi inspiegabili.
Fu chiesto subito un esame EEG, effettuato
in data 01.04.2004, con conclusione di con "sfumate alterazioni elettriche
bitemporali asincrone, senza significato specifico".
Alla fine fu fatta diagnosi Disturbo
Post-Traumatico di Stress (PTSD), e prescritta terapia antidepressiva e
antistress, mantenuta per due mesi.
04 settembre, 2004: Seconda visita
neurologica.
Si risvegliò dal sopore il mattino dopo in
neurochirurgia, nonostante sia stato asserito che era vigile, durante il
trasporto in ospedale, cosa che non ricorda, come tutto quanto intervenuto dal
trauma in poi [probabile amnesia anterograda]. Aperti gli occhi, notò una
visione settoriale (vedeva solo davanti a se, con angolo di ampiezza molto
ridotto) e con una tonalità complessiva di verde. Riferì la cosa ai medici di
reparto, che non dettero alcun peso a questo sintomo.
Attualmente permangono:
- visione del verde, della durata di un
certo numero di secondi, specie dopo aver osservato qualcosa di rosso, cosa che
capita più a luce diurna che a luce artificiale (già riferita in ospedale); con
frequenza quasi giornaliera, anche più volte in un giorno, soprattutto dopo
attenzione prolungata (misurazione dei grafemi, elaborazione pressante di
scrittura delle perizie, osservazione al microscopio) e stanchezza generica;
- astenia;
- cefalea, a partenza nucale e diffusione fino
alla zona frontale, orbitale e delle tempie, con sensazione anche di calore;
- difficoltà di memoria nell'operazione di
scelta mentale nell'ambito del lessico (difficoltà a trovare subito la parola
giusta);
- iperidrosi contemporanea nella zona
sottonasale, alle ascelle, e al palmo delle mani;
- bisogno impellente di svuotamento della
vescica;
- giramenti di testa, con lievi sbandamenti
(già riferito in ospedale);
- iperacusia e disagio nel sentire più voci
in contemporanea (già riferito in ospedale);
- sensazione di bocca amara e secchezza
delle fauci;
- sensazione tattile di ruvido, anche quando
si tocca una superficie liscia;
- sensazione visiva di ondulazione del
terreno, che non corrisponde alle informazioni tattili e cinestesiche durante
la deambulazione (già riferito in ospedale).
All'esame neurologico obbiettivo non è stato
rilevato alcunché di rilevante.
Discussione.
Le sequele del trauma cranico sono
attribuibili a due fenomeni distinti. La quasi totalità dei sintomi lamentati é
dovuta alla Sindrome Post-Traumatica di Stress, con disturbi di memoria,
cefalea, reazioni vagali e parasimpaticotoniche, disturbi dispercettivi a
carico dell'udito, del gusto, del tatto, del senso dell'equilibrio.
Tali disturbi sono ancora presenti a circa
sei mesi di distanza dal trauma, e ricompaiono o si aggravano appunto in
condizioni di stress fisico o mentale, specie legato alla attività
professionale.
Diversa la comparsa del "veder
verde" che é collegabile ad un episodica inversione di dominanza
emisferica, almeno per la corteccia visiva.
Alla produzione di questo sintomo
concorrono:
- il trauma primariamente occipitale, e
quindi nelle zone di elaborazione delle percezioni visive (corteccia visiva);
- uno stimolo scatenante (spesso un oggetto
di colore rosso che, nell'emisfero opposto viene processato con il colore
complementare, opposto, che è il verde, ma anche lo stress in generale);
- una mancata soppressione dell'engramma
opposto (il verde) che diventa preminente e "colora", per proiezione,
l'intero campo percettivo visivo.
Questa evenienza, a differenza della PTSD, é molto poco conosciuta. Di fatto forse sono l'unico ad avere in corso ricerche personali, pubblicate, da almeno 10 anni, vedasi: <www.reversebrain.net/index-it.htm>.
Rosso e verde sono due colori complementari,
opposti anche nello schema grafico dei colori primari e dei loro primi
composti. A livello cerebrale, sulla compresenza dell'opposto, in relazione ad
ogni stimolo percettivo, esiste un famoso esperimento neuropsicologico non mai
esplicato in maniera soddisfacente.
Se si fissa per qualche minuto una
superficie rossa, poi si sposta subito lo sguardo su una superficie bianca, per
una frazione di secondo si vede il colore verde (verde e' il complementare vale
a dire l' opposto del rosso).
Se si assume come vero il punto di vista
della compresenza dell'opposto, si può supporre che l' emisfero dominante veda
correttamente il rosso.
L'emisfero non dominante percepirebbe lo
stimolo rosso come verde, ma questo fenomeno viene abitualmente soppresso. Se
si sposta l'occhio sul bianco (che corrisponde ad assenza di colore),
l'emisfero dominante si adatta subito.
Quello non dominante, che e' più lento
nell'elaborazione degli stimoli fa percepire per una frazione di secondo la sua
immagine residua (il verde). Questa viene data come appartenente alla
superficie secondaria, bianca, mentre e' ancora il prodotto dell' opposto dello
stimolo dovuto al colore della superficie rossa. (Cocchi, 1994).
Incidentalmente, vorrei ricordare che già la
filosofia greca pre-cristiana con Anassimandro di Mileto e supratutto con
Eraclito di Efeso aveva individuato il problema dei contrari. (Di Luciano,
2003).
Questo comportamento di opposizione tra i
due emisferi ha qualche base, sperimentale o psicopatologica che lo confermi?
Il punto di partenza ci viene offerto dalla
neurologia. Nei soggetti che sono stati colpiti da insulti cerebrali, spesso in
forma di ictus, ma anche come esiti di traumi accidentali o di interventi
neurochirurgici, possono comparire azioni fatte a specchio: scrittura e/o
lettura a specchio (Critchley 1928 e 1953; Paradowski e Ginzburg, 1971;
Streifler e Hofman, 1976; Fisher, Liberman e Shankweiler, 1978; Heilman,
Howell, Valenstein e Rothi, 1980; Feinberg e Jones,1985), o anche parlare a
rovescio (mirror speaking, primo caso a seguito di intervento operatorio
al cervello, descritto da Cocchi e coll., 1986).
Si tratta di soggetti che, precedentemente
all'insulto cerebrale, non avevano mai mostrato caratteristiche similari. E'
stata data una spiegazione, del resto sostenuta anche da dati sperimentali
nell'animale (Orton, 1928, Noble, 1968, Bradshaw, Nettleton e Patterson, 1973).
"Stimoli percettivi (di solito visivi) producono contemporaneamente, nei
due emisferi cerebrali, un engramma ed il suo opposto" l'opposto viene
normalmente soppresso. In particolari condizioni, questo meccanismo di
soppressione viene inibito, per cui l'opposto può farsi presente con una
immagine a specchio, il fenomeno che conosciamo maggiormente.
Non solo la scrittura, o la lettura e il
linguaggio possono acquisire comportamenti a specchio, ma anche la
manipolazione di oggetti può venire fatta a rovescio (Feinberg e Jones, 1985).
Non c'è ragione di credere, quindi, che il fenomeno sia specifico della
percezione visiva. Feinberg e Jones, 1985, suggeriscono che l'orientamento
destro-sinistro non e' una caratteristica unitaria, e può essere collegato ad
una attivazione differenziale degli emisferi cerebrali, in rapporto
all'esecuzione di compiti motori o di altro genere. (Cocchi, 1994).
E' possibile che i soggetti iperemotivi (ciò
che spesso coincide con gli individui "nevrotici") abbiano una
iperfunzione di aree o strutture o funzioni dell'emisfero non dominante o una
inibizione dell'emisfero dominante, in particolare sul meccanismo soppressivo
dell'engramma opposto.
A questo proposito riferisco un test da me
abitualmente usato. Se si chiede a soggetti iperemotivi di rispondere subito,
senza pensarci su, a questa domanda (Qual è il contrario del colore Rosso?),
non pochi di essi rispondono: Verde. Chiesto di spiegare le ragioni della
risposta, non sanno dire il perché. I depressi veri rispondono per lo più: Nero
(che e' invece il contrario di bianco). (Cocchi, 1994)
L'applicazione di questo semplice test in
due gruppi di soggetti ha portato ai risultati qui richiamati.
Un gruppo di tossicodipendenti da eroina e
cocaina (43 Ss) ha mostrato una prevalenza statistica altamente significativa
(p = .0009) della risposta "verde" al test " Qual è il contrario
del colore Rosso?" a paragone di un gruppo di persone normali (61 Ss).
Questo risultato conferma che queste
sostanze di abuso, al pari dell'alcol, possono agire sulla dominanza emisferica
cerebrale almeno per riduzione del meccanismo di soppressione che evita la
chiara emergenza dell' engramma opposto dell'emisfero non-dominante nel corso
di qualsiasi percezione.(Cocchi, 2002).
L'analisi delle risposte al test "Qual
è il contrario del colore Rosso" date da 325 soggetti visitati in
ambulatorio tra il 1992 al 2002, ha portato al ritrovamento di 148 risposte in
contrario, (45.54%), di cui 68/148 (45.94 %) con la risposta Verde (il colore
complementare/opposto del Rosso) e 80/148 (54.06 %) con la risposta Bianco
(l'opposto di Nero, abitualmente scelto dai depressi).
Non sono state ritrovate differenze
statisticamente significative per il sesso, mentre la risposta Bianco e' stata
data in età significativamente più alta. Non sono state notate differenze
statisticamente significative di sesso e di motivazione alla prima visita, lo
stesso per i sintomi o particolari secondariamente rilevanti, per la diagnosi
finale o altre informazioni.
Per quanto riguarda l'indagine sulle
risposte in contrario, comportamenti o sentimenti in contrario sono presenti
nel 50% di coloro che hanno risposto Bianco, ma anche in chi ha risposto Verde.
In 6 soggetti sugli 80 che hanno risposto Bianco non sono stati rilevati
comportamenti o sentimenti in contrario, ciò che nega una correlazione totale
tra risposta Bianco e comportamenti o sentimenti in contrario. (Cocchi, 2003).
In questa paziente si può tentare una
spiegazione eziopatologica. Il trauma cranico è stato in zona occipitale. Il
fenomeno è di tipo visivo, quindi collegabile con la corteccia occipitale. Il
fenomeno è di tipo accessuale, è avvenuto anche ad occhi chiusi, per cui è
possibile che nella corteccia occipitale ci sia una instabilità bioelettrica.
Se l'instabilità è a sinistra, essa agirebbe
inibendo temporaneamente il meccanismo di soppressione dell'engramma opposto,
per cui la corteccia occipitale dell'emisfero destro avrebbe una temporanea
prevalenza relativa.
Se invece è a destra, l'instabilità
bioelettrica determina una eccitazione che supera temporaneamente il meccanismo
soppressivo dell'engramma opposto, con temporanea prevalenza assoluta. Non è
possibile individuare quale dei due emisferi si alteri per primo.
Un evento causale ricordato dalla paziente è
il rapporto con lo stress. Come tale, esso agisce riducendo l' inibizione
GABAergica di tipo A, con contemporaneo aumento della inibizione GABAergica di
tipo B, inibizione retroattiva del funzionamento della GAD (decarbossilasi
dell'acido glutammico) e riduzione della trasformazione del glutammato in GABA
(Cocchi, Patrucco, Zerbi, 1987). Il rapporto tra glutammato e GABA é
primariamente implicato nell'epilessia, che ha lo stress come fattore
scatenante. Il fenomeno accusato dalla paziente potrebbe essere un
"equivalente epilettico".
Infine da ricordare la "strana"
affermazione della paziente, per cui il fenomeno sarebbe ridotto con la luce
artificiale. Subito viene in mente la frequenza della energia elettrica
alternata in Italia, che è di 50 c/sec. I cinquanta episodi di accensione e
spegnimento luminoso ogni secondo, non visibili ad occhio nudo per flicker
fusion, possono aver un loro ruolo? Difficile andare al di là di questo
primo collegamento, se mai ha un senso.
Conclusione.
A seguito di un trauma cranico occipitale, sono
comparsi brevissimi episodi di colorazione verde dell'intero campo visivo, che
continuano a ripetersi dopo 6 mesi dal trauma. Il fenomeno, che è di tipo
accessuale, ed ha rapporti con lo stress, è stato attribuito ad un disturbo di
dominanza emisferica in una zona precisa della corteccia occipitale, dove
vengono elaborati gli stimoli di colore e/o i loro opposti. L'interpretazione
più probabile è che si tratti di un "equivalente epilettico".
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27.10.2004. Copyright by Renato Cocchi, 2004.
42100 Reggio Emilia (Italy).
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